Padova, arriva Roberto Breda in panchina: cosa cambia dopo l’era Andreoletti
Il Padova volta pagina in panchina. Dopo l’esonero di Matteo Andreoletti, il club biancoscudato affida la squadra a Roberto Breda nel momento più delicato della stagione.
Il progetto Andreoletti: ambizione e limite
Andreoletti era arrivato a Padova nell'estate 2024 forte di un curriculum in crescita esponenziale: dalla Serie D alla Serie C con Sanremese (1.88 pti/partita) e Pro Sesto, fino alla panchina del Benevento in terza serie. Con il Biancoscudo aveva vinto il Girone A di Serie C nel 2024-25, diventando il più giovane allenatore a conquistare un campionato di quella categoria. Il salto in Serie B era la naturale prosecuzione di un percorso costruito sulla proposta offensiva (modulo 3-4-3, pressing alto, calcio verticale) con 76 partite totali a Padova e una media di 1.66 punti a partita che fotografa bene l'efficacia del lavoro svolto. Il problema è che la Serie B ha presentato un conto diverso: la categoria impone ritmi, fisicità e letture difensive che un organico neopromosso deve metabolizzare, e i risultati non hanno retto. L'ultima sconfitta, 0-1 contro il Palermo, ha accelerato la decisione.
Chi è Breda e cosa porta
Roberto Breda, 56 anni, è un tecnico che la Serie B la conosce da dentro, come ex calciatore prima (276 presenze nella categoria, di cui 192 con la Salernitana) e come allenatore poi. La sua carriera in panchina conta 483 partite (1.41 pti/partita secondo Sofascore), con diverse esperienze in Serie B tra Reggina, Ternana, Perugia e Ascoli. Il modulo preferito è il 3-5-2, con un approccio più prudente e attento alla fase difensiva rispetto al predecessore. Non un rivoluzionario, ma un tecnico di mestiere abituato a subentrare in corsa (quasi sempre in situazioni di emergenza) e a portare solidità prima dei risultati.
La rosa: profili per entrambe le filosofie
La squadra che Breda ritrova a Padova è numerosa e con un'età media di 26.6 anni, il che garantisce esperienza senza escludere margini di crescita. Spiccano nomi di peso: Papu Gómez, Kevin Lasagna e Gianluca Caprari sono attaccanti con un curriculum importante in Serie A; Lorenzo Crisetig porta esperienza e geometrie in mezzo al campo. In difesa Christian Pastina, Filippo Sgarbi e Carlo Faedo formano un reparto strutturato.
Il materiale umano non manca. La domanda è come Breda lo utilizzerà: il 3-5-2 implica mezzali di corsa e un centravanti capace di tenere palla, schema diverso dal 3-4-3 che valorizzava le corsie esterne con terzini a tutta fascia. Il Papu, trequartista o seconda punta nel sistema dell'ex allenatore, potrebbe trovare spazio diverso nella nuova struttura. Lasagna, invece, attaccante di profondità, si adatta naturalmente a un 3-5-2 con il partner offensivo che lavora spalle alla porta.
La sfida sulla carta
Il precedente più recente di Breda in Serie B è la Salernitana del gennaio 2025: 12 partite, 1.00 punto di media, tre vittorie, tre pareggi e sei sconfitte. Una media bassa, ma in un contesto di squadra già compromessa. All'Ascoli nel 2023, in un subentro simile, aveva raccolto 21 punti in 15 gare (1.40 di media) portando il club al 12° posto finale. Sono i numeri di un tecnico che stabilizza più che trasforma. Per un Padova che ha bisogno di punti salvezza le prossime sei giornate diranno se la scelta dell’esperienza potrà salvare la stagione del Biancoscudo
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