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Cannavaro: "Un errore dire no alla Polonia. A Benevento i giocatori avevano timore a guardarmi"

Cannavaro: "Un errore dire no alla Polonia. A Benevento i giocatori avevano timore a guardarmi" TUTTOmercatoWEB
Alessio Del Lungo
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Alessio Del Lungo
martedì 4 aprile 2023, 10:04Serie B

Fabio Cannavaro, ex difensore che in passato ha vinto il Pallone d'Oro, è intervenuto a DAZN, elogiando la Lazio: "Il grande lavoro di Sarri sta portando dei risultati fantastici, con un bel gioco. A volte la Lazio viene poco esaltata e sta facendo un campionato straordinario".

Fare l'allenatore è stressante, mentre lei non sembra essere così provato.
"Apparentemente perché invece poi quando non arrivano i risultati ti girano, quella è la parte più logorante per un allenatore. Cerchi di dare il massimo, di lavorare tantissimo per aiutare i tuoi giocatori, ma a volte capisci che la parte più importante del calcio sono i giocatori. Se ce li hai, sennò...".

Ha ricevuto in passato anche una chiamata di una Nazionale in Europa?
"Sì, e rifiutare è forse stato un po' un errore, per aspettare qualcos'altro. Parliamo della Polonia prima del Mondiale in un periodo in cui non c'era ancora la guerra. Loro erano una buona Nazionale, avevano da giocare contro la Russia, contro la Svezia e i tempi per preparare le partite erano troppo corti, allora dissi di no. Sicuramente quello è stato un errore".

Quale sarà la sua prossima esperienza in panchina?
"L'importante è allenare, questo è importante. In qualsiasi categoria, in qualsiasi paese perché solo se stai sul campo puoi crescere e migliorare le tue idee".

Essere un Pallone d'Oro non basta per avere credito in panchina ed essere amato se i risultati non arrivano.
"Una volta che smetti di giocare a calcio si azzera tutto. Quando inizi a fare un altro mestiere... Una delle difficoltà all'inizio a Benevento è stata questa, i giocatori avevano quasi timore a guardarmi. Quando sono entrato nello spogliatoio erano tutti timidi, con la testa bassa, poi piano piano abbiamo preso confidenza, hanno capito che sono uno di loro, perché è giusto così. Tutto bello da calciatore, però dopo c'è il campo e uno si deve spogliare di quello che ha fatto. L'esperienza a Benevento mi è servita, sono tornato un po' indietro e fa bene per un allenatore, è un'esperienza. Alla fine la cosa importante sono i giocatori".

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