Ds Perugia: "L'arbitro può sbagliare, la tecnologia no. Regolamentarizzare uso del VAR"
"Faccio una premessa e sono poi a disposizione: oggi è doveroso alzare l'attenzione sulle ultime due gare, condizionati da scelte arbitrali che sono risultate da più parti contestabili. Vogliamo farlo con chiarezza e determinazione, rispettando tutti, con quel rispetto che però chiediamo sia dato a noi come società, come squadra, come staff tecnico, come dipendenti e come tifosi. E' giusto che la società ora ci metta la faccia": nella conferenza stampa odierna, esordisce così il responsabile dell'area tecnica del Perugia Marco Giannitti, che si trova a dover commentare la particolare gara di ieri persa contro il Brescia.
Una gara fatta di episodi discutibili, sui quali il dirigente biancorosso si è così espresso: "In tre giorni, e non in tre anni, sono successe cose molto gravi: e mi riferisco alle gare contro il Benevento e il Brescia. A inizio anno abbiamo fatto una riunione anche con la classe arbitrale, nella quale è stato spiegato di come il VAR sia un supporto tecnologico per aiutare le terne arbitrali, ma in tre giorni di differenza, lo ripeto, come si fa a vedere due situazioni completamente opposte di pensiero del VAR? Se questo è uno strumento tecnologico a sostegno dell'arbitro, come siamo stati richiamati noi e il Benevento che eravamo quasi nello spogliatoio e ai sanniti è stato concesso un rigore, anche a Brescia sarebbe dovuto succedere qualcosa. Ci sono stati tre episodi clamorosi, la gomitata a Oliveri a gioco fermo, il pestone di Bisoli sempre allo stesso Olivieri, che avrebbe dovuto portare a rigore ed espulsione e poi il fatto al '94, dove c'è stato un fallo di mano da parte di un calciatore avversario. Perché in casa veniamo richiamati dal VAR mentre contro il Brescia nessuno si è degnato di fermare l'azione per vedere se fossero stati casi da approfondire con la tecnologia? Questo fa rammarico, e fa soprattutto rabbia, perché è un campionato livellato dove tutto si deciderà all'ultima giornata. Il VAR deve quindi essere regolamentarizzato e usato equamente per tutti. Se poi le regole non si capiscono, e fanno troppa disparità di pensiero tra arbitro e VAR, qualcosa è da rivedere: perché se ci sono 12-13 fotogrammi, la tecnologia deve essere un valore a 0 di sbaglio. Torno a chiedere, perché a Brescia nessuno ha controllato? Perché c'è stata questa mancanza di aiuto all'arbitro? Sono azioni che avrebbero messo sì la gara del "Rigamonti" a nostro favore, ma è la disparità di pensiero che lascia perplessi e delusi".
Prosegue poi: "Io parlo di campo, e non posso accettare cose di questo genere. C'è qualcosa che non quadra. Per me, per il sottoscritto, ieri c'è stata una disparità di pensiero clamorosa, e non va bene, vanno regolamentarizzate tutte, e dico tutte, le situazioni da VAR: in un torneo come questo la situazione è molto delicata. Poi sull'arbitro... la partita l'hanno vista tutta, ma chiaramente un uomo può sbagliare, è la tecnologia che non può farlo: questo sto dicendo, è l'uso della tecnologia, che deve perfezionare certe dinamiche, che mi delude. Son stati fatti investimenti dalle società, in momenti economici e sociali per altro difficili, bisogna rispettarli: Santopadre, che è stato per altro squalificato 20 giorni per ingiurie contro l'arbitro quando in realtà si trovava in tribuna, era davvero molto affranto, si è fatto tante domande. Io risposte a quando ho detto oggi non ne voglio, voglio solo regolarità di giudizio. A ogni modo noi andiamo avanti sapendo di dover lavorare ancora, senza mollare un centimetro".
A proposito di questo, ecco la nota conclusiva sulla stagione: "Queste sono situazioni che devono darci forza, anzi, ce la danno, fino all'ultimo lotteremo per centrare i nostri obiettivi. E ci fa piacere avere il supporto di un ambiente unito, focalizzato nell'obiettivo primario, ovvero quello di fare qualcosa di importante per questa città: vorremmo regalare a tutti il sogno di far parte di quelle otto dei playoff, e poi vedere. Lo meritiamo. E non facciamo vittimismo, ripartiamo più carichi e passionali perché qua c'è entusiasmo e consapevolezza di andare in campo per vincere il più possibile, in un momento in cui i punti valgono il doppio, quasi il triplo".






