Salernitana, caos e ridimensionamento. Mercato a rilento, società contestata dai tifosi
Sarà per il paracadute, sarà per la possibilità di puntare su calciatori di categoria superiore, ma solitamente chi retrocede dalla A parte con i favori del pronostico e si candida ad essere la corazzata del campionato di serie B. Sassuolo e Frosinone non si stanno nascondendo: allenatori di spessore, organico per gran parte riconfermato, innesti di qualità e qualche milione di euro sul tavolo per sbaragliare la concorrenza e puntare senza mezzi termini al ritorno in massima serie senza passare per i playoff. Solo a Salerno si sta vivendo una realtà diversa, un caso assolutamente anomalo visto che i granata avrebbero avuto la possibilità di programmare la nuova stagione addirittura da fine febbraio in virtù di un salto all'indietro maturato in largo anticipo a suon di record negativi come mai era accaduto nella storia. E invece, a poche settimane dall'esordio in campionato, la situazione è paradossale. Iervolino è pronto a dare le dimissioni e sta cercando acquirenti, l'amministratore delegato Maurizio Milan conferma di essere inesperto nel mondo del calcio e non rappresenta più quel punto di riferimento essenziale per la tifoseria, del vice presidente Petrucci si sono perse le tracce mentre Colantuono attende indicazioni per capire quale sarà il futuro dopo una serie di promesse evidentemente non mantenute. Ad oggi manca anche l'addetto stampa e tutti sperano in una figura carismatica, esperta e super partes e non nel "giovane" alle prime armi che rischia di fare ulteriori danni. C'è poi Petrachi, dirigente di spessore che, però, non è ancora riuscito a piazzare i calciatori dall'ingaggio pesante nè a mettere a disposizione dell'allenatore qualche tassello di livello. Ad ora, infatti, sono arrivati quattro elementi di Lega Pro ai quali potrebbe aggiungersi quel Kallon che, numeri alla mano, ha segnato appena un gol nell'ultimo triennio senza mai fare la differenza. Un mercato al risparmio, un ridimensionamento totale che cozza con i proclami fatti dalla proprietà nel giorno dell'insediamento: dal sogno europeo al rischio di dover lottare per non retrocedere in C il passo è stato breve.
Anche i conti non tornano. Se vale per davvero il diktat "cedere prima di acquistare", già oggi ci sarebbe a disposizione un lauto tesoretto. 25 milioni di euro dal paracadute, 4,5 dall'Atalanta per Ederson, 1,5 dal Napoli per Mazzocchi e 2 dal Genoa per Bohinen. La Lazio ha esercitato la clausola da 8 milioni per Tchaouna (il 60% alla Salernitana), Pirola è stato ceduto per 3,5 milioni e Ikwuemesi per 1,9, con annessi stipendi risparmiati e monte ingaggi dimezzato dal primo luglio in poi. Se aggiungiamo i 3,2 milioni di DAZN (ultima rata campionato serie A, 30 giugno), i 600mila euro per la presenza di diversi giocatori in Nazionale durante gli ultimi Europei e i 400mila euro del Perugia per Iannoni, possiamo dire che c'è qualcosa che non quadra. Evidentemente solo una parte del ricavato sarà investita per fare mercato, per il resto c'è un presidente che vuole rientrare delle spese sostenute e che, prima di cedere il club, vuole ripianare le perdite mettendo in secondo piano la programmazione sportiva. A breve le casse sociali potrebbero rimpinguarsi ulteriormente: Dia potrebbe coronare il sogno di andare in Premier (si parla del West Ham). Kastanos è virtualmente del Verona, Empoli e Cagliari seguono Lassana Coulibaly mentre mancano acquirenti per Bonazzoli, Bradaric, Lovato, Bronn, Mikael, Simy, Sambia e Valencia. Sepe potrebbe restare al pari di Legowski e Fiorillo, Martusciello spera anche in Maggiore che però piace a Parma e Genoa. In entrata dovranno arrivare almeno una dozzina di elementi: il sogno resta Tutino, ma la Samp è in vantaggio e bisognerà accelerare. Infine dato abbonamenti disastroso: dopo la prima settimana appena 1300 degli 11mila vecchi abbonati hanno fatto valere il diritto di prelazione. Retrocessione, prezzi, assenza di iniziative, società in vendita, errori gestionali e mercato sin qui pessimo hanno spento l'entusiamso della piazza.






