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Trapani, caos e penalizzazioni. A Salerno i tifosi invocano investimenti, rischio Arechi desertoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Il Punto
di Luca Esposito
per Tuttoc.com

Trapani, caos e penalizzazioni. A Salerno i tifosi invocano investimenti, rischio Arechi deserto

Editoriale di oggi che si apre con un focus sul Trapani e sulle difficoltà che stanno attraversando lo staff tecnico e i giocatori nella preparazione delle partite. Abbiamo sempre riconosciuto a Valerio Antonini i meriti per aver investito milioni e milioni di euro in una categoria con pochissimi introiti e in cui in tanti puntano sui giovani soltanto per risparmiare o per ricevere incentivi e anche l’anno scorso i granata avevano un organico tale da puntare alla promozione in B prima di un via-vai di allenatori che ha inciso negativamente sulla classifica. Tuttavia le polemiche di questi mesi hanno deteriorato il rapporto con la tifoseria e la penalizzazione in classifica spaventa il pubblico e lascia in eredità tanti punti interrogativi. Siamo certi che Antonini risolverà gli eventuali problemi e che il Trapani concluderà regolarmente la stagione, ma tra calciatori ceduti e altri che hanno chiesto di andare via si evidenzia un clima di caos all’interno del gruppo che solo la società può rasserenare, pur con la legittima scelta di abbassare i costi puntando anche su giovani provenienti dalla D. E che magari fanno l’esordio tra i professionisti regalandoti i tre punti come accaduto la settimana scorsa. Continua a far storcere il naso alla gente anche la politica della Salernitana. Dopo aver preso tre gol a Siracusa giocando una partitaccia, si sperava che la proprietà targata Iervolino potesse dare una risposta sul mercato ingaggiando qualche nuovo giocatore per affrontare al meglio lo scontro diretto col Cosenza. Invece tante chiacchiere e pochissimi fatti, con un budget evidentemente non particolarmente elevato e un direttore sportivo che, dopo Coppolaro e Frascatore, deve anche pensare a cedere quei calciatori che ha preso in estate e che non hanno garantito alcun rendimento. Dopo due retrocessioni di fila era obbligo morale allestire una corazzata, consapevoli che dalla C si esce solo investendo. Le società precedenti, pur partendo dalla D e dovendo passare per la C2, garantirono gente come Foggia, Pestrin, Gabionetta, Calil, Lanzaro, Gori, Colombo, Moro, Ginestra, Mounard, Mancini e Molinari, senza dimenticare il colpaccio Di Napoli sempre targato Fabiani. Oggi Salerno merita risposte e pretende investimenti, come gli ultras hanno scritto in uno striscione esposto all’esterno dello stadio. Gli appena 1500 biglietti venduti e il clima di indifferenza che si respira a pochi giorni da un match determinante valgono più di mille parole. Quelle che Iervolino dovrebbe pronunciare in una conferenza stampa o in un’assemblea pubblica (come ha fatto il collega Guarascio).

Complimenti, invece, al Benevento che – pur in vetta – piazza un altro colpo prendendo Caldirola. Stesse anche al 50% sarebbe il partner ideale di Scognamillo, senza dimenticare che Saio è cresciuto esponenzialmente. E occhio a Vigorito, presidente che in qualsiasi momento può tirar fuori dal cilindro il colpo a sorpresa. Ora la sfida sul campo di quella Casertana che non può più essere considerata una sorpresa e che ha allestito una rosa di categoria e con 2-3 elementi di spessore assoluto. Chi vincerà il derby darà un bel segnale al campionato, se i giallorossi dovessero sbancare il Pinto sarebbe davvero una prima fuga verso la B. Negli altri gironi, detto ampiamente della cavalcata inarrestabile del Vicenza, registriamo invece il crollo di una Triestina volenterosa, ma che ha perso in casa con l’Alcione Milano dando segnali di resa dopo aver combattuto a testa altissima. Non si poteva pensare di lottare contro i mulini al vento fino alla fine, l’addio di capitan Ionita forse certifica la fine di un sogno chiamato playout. Auguriamo alla società, ai dirigenti e ai tesserati di poter archiviare quanto prima questa stagione così anomala per ripartire con un progetto ambizioso e lungimirante, degno di una tifoseria passionale e di una piazza comunque ricca di storia e di fascino. Tutti ce l’hanno messa tutta, andando oltre un destino che sembrava segnato. Non basterà, ma la maglia è stata sempre sudata. Nel girone B, infine, bel testa a testa tra Arezzo a Ravenna, mentre l’Ascoli ha smarrito l’equilibrio di inizio stagione come certificano i 4 gol subiti dalla Pianese. Copertina di giornata, però, tutta per il Pineto che, nella settimana dell’addio di Bruzzaniti, vince per 0-2 a Pesaro contro un avversario in forma giocando davvero un gran calcio. Bravissimo Tisci a calarsi nella mentalità di una società che, raggiunta virtualmente la salvezza, ha “sacrificato” il più forte non solo per realizzare una plusvalenza importante, ma anche per accontentare le legittime ambizioni di un talento desideroso di confrontarsi in una piazza da 18mila spettatori. Una gestione complessiva perfetta e che fa capire perché il Pineto, da anni, si trova stabilmente tra le big.