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Il -6 al Siracusa e le tensioni di Trapani: caos nel girone C. Raffaele via...ma Faggiano? Non paghino sempre solo gli allenatoriTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Il Punto
di Luca Esposito
per Tuttoc.com

Il -6 al Siracusa e le tensioni di Trapani: caos nel girone C. Raffaele via...ma Faggiano? Non paghino sempre solo gli allenatori

Editoriale di oggi che si apre con un focus sul Siracusa e sulla penalizzazione di sei punti inflitta alla formazione siciliana. Considerando che si parlava insistentemente di pericolo esclusione e di titolo sportivo nelle mani del Sindaco si può dire sia il minore dei mali. Tuttavia, ancora una volta, il campionato di serie C viene fortemente condizionato da situazioni extracalcistiche che stravolgono le classifiche e che inevitabilmente rischiano di falsare tutto specialmente ora che si avvicinano le gare decisive. Così non si può andare avanti e ribadiamo un concetto che stiamo esprimendo da anni: al momento dell’iscrizione ai campionati bisogna chiedere garanzie di ogni genere e avere la certezza che le società sono in grado di arrivare a giugno senza problematiche. A Siracusa c’è un allenatore valido come Turati, ma anche un gruppo di calciatori che sta onorando la maglia offrendo prestazioni di livello anche a cospetto delle prime della classe. Sarebbe bello che i verdetti scaturiscano soltanto dai meriti sportivi senza stravolgimenti nelle aule dei tribunali, una triste consuetudine che allontana i tifosi dagli stadi. Da seguire anche la vicenda Trapani, con patron Antonini che dispensa serenità pur proseguendo il botta e risposta a distanza con i gruppi ultras e con l’amministrazione comunale. La curva ha deciso di disertare a tempo indeterminato chiedendo a gran voce la cessione della società, il presidente ha replicato con durezza e questo clima di tensione rischia di influire negativamente sul lavoro dei giocatori. Antonini, comunque, non ha dubbi: il Trapani concluderà la stagione senza ulteriori ripercussioni, ma la gente trema e teme invece un epilogo ancora più triste rispetto alla pesante penalizzazione inflitta ai granata siciliani. Un caos inaspettato, probabilmente la fine di un’era contraddistinta da tanti investimenti, ma anche da un improvviso ed evidente ridimensionamento.
Proviamo a parlare di calcio, il focus è sulla Salernitana che in settimana ha ufficializzato il cambio di guida tecnica. La fiducia a tempo è semplicemente un modo per rinviare decisioni che sembrano inevitabili e aver tenuto in panchina un Raffaele palesemente sfiduciato dai giocatori e dall’ambiente testimonia le difficoltà della società di Iervolino nel presentare alla piazza un progetto ambizioso. Restiamo però dell’idea che il licenziamento di un allenatore debba essere accompagnato dalla lettera di dimissioni del direttore sportivo.

Faggiano, nello specifico, ha prima rivoluzionato la rosa a gennaio con 15 movimenti ammettendo il flop della campagna acquisti estiva, poi ha scaricato Raffaele dopo averlo difeso a spada tratta e infine ha palesato nervosismo con i giornalisti senza giustificare il -14 dalla vetta che sa tanto di flop. Bentornato a Serse Cosmi che, in conferenza stampa, ha risposto per le rime a chi affermava che la pregressa inattività potesse equivalere a una carica agonistica inferiore rispetto agli standard abituali. Ultima parola al campo, si partirà con Catania e Casertana. Niente male! Sorprende, invece, l’involuzione del Foggia. I rossoneri hanno cambiato società, si sono mossi bene nel mercato invernale e hanno ritrovato il pubblico dello Zaccheria, eppure arrivano sconfitte su sconfitte, con l’ennesimo ribaltone tecnico e l’esonero forse ingeneroso del ds Musa che, in questi mesi, ha tenuto a posto i conti ottimizzando il budget a disposizione e allestendo una rosa di tutto rispetto pur con i tanti ostacoli incontrati specialmente tra luglio e agosto. Negli altri gironi c’è soltanto da attendere la matematica per il ritorno in B del Vicenza, capace di stracciare la concorrenza senza spese folli: bravo Gallo, a un passo dalla seconda promozione di fila dopo quella con l’Entella. Il Cittadella è troppo discontinuo per ambire alla seconda piazza, la lotta sarà tra Lecco e Brescia. Nel raggruppamento centrale è fuga anche per l’Arezzo, con il ds Aniello Cutolo che ha formato davvero un organico competitivo affidandolo a un allenatore come Bucchi desideroso di tornare nel calcio che conta. Ravenna e Ascoli hanno tutto per far bene fino alla fine e saranno protagoniste negli spareggi, punto interrogativo soltanto su Mandorlini che non ha fatto granché negli ultimi anni: era davvero il caso di licenziare Marchionni che ha trasformato una neopromossa nella seconda forza del campionato? La chiosa è dedicata alla Ternana. Il sottoscritto non è mai stato tenerissimo nei giudizi tecnici su Fabio Liverani, ma bisogna dargli atto che la sua squadra sta giocando un calcio molto interessante. Ricordando con quante difficoltà sia nata la stagione delle “fere” possiamo dire che il mister abbia saputo gestire tutto nel migliore dei modi, formando un gruppo granitico e convincendo tanti big a non andare altrove. La voglia di riscattare la sconfitta nella finale playoff di Pescara ha trasformato le problematiche in opportunità di crescita, guai a sottovalutarli in chiave serie B.