Da Gattuso a Politano, in Bosnia viaggiano tante storie azzurre di Serie C
Il primo campionato positivo da allenatore, Gennaro Gattuso, che oggi fa di mestiere il commissario tecnico della Nazionale italiana l’ha vissuto in Lega Pro. Stagione 2015/2016, alla guida di un Pisa che avrebbe poi dimostrato di volare oltre le proprie possibilità, secondo posto e vittoria playoff.
Dalla Serie C è partito Elia Caprile, cresciuto al Chievo ma lanciato dalla Pro Patria. In C, nell’Atalanta Under 23, ha vissuto un campionato da protagonista Marco Palestra, prima che il suo talento conquistasse il massimo campionato. È un manifesto a tutte le categorie minori la carriera di Federico Gatti, partito dalla Promozione e passato ovviamente dalla Serie C, anche lui da Busto Arsizio, con un’annata da protagonista. In C si è visto un giovanissimo Andrea Cambiaso, ai tempi dell’Alessandria, e sempre in C ha mosso i primi passi Matteo Politano, 10 gol al Perugia nel 2012/2013.
È un piccolo excursus, è una fetta di Serie C che nelle prossime ore, con la maglia azzurra indosso, si giocherà i sogni Mondiali di un intero Paese. Non sono la maggioranza: in Nazionale, come è giusto che sia, ci arrivano i predestinati, quelli che partono dalla Serie A e non scendono mai di categoria, i Donnarumma che fenomeni nascono e tali restano. Però sono una fetta importante di questa Nazionale, e non sono lì per caso. È un messaggio: non bisogna dimenticarsi delle basi, del punto di partenza. La C, le serie inferiori in generale, formano e crescono. Chi è bravo arriva in alto e porta la bandiera. Speriamo ci faccia festeggiare, martedì sera a Zenica. Di quello che succederà dopo, a tutti i livelli, c’è tempo per parlare.






