Il dato è tratto - Vicenza promosso in B, ma il girone A era così facile?
La promozione in Serie B ottenuta con largo anticipo dal Vicenza ha diviso in due parti tutt’altro che uguali i commenti, tra chi sostiene che i biancorossi abbiano dominato facilmente un girone sostanzialmente privo di avversari e chi, invece, elogia il progetto biancorosso al netto delle rivali.
Secondo la vulgata comune, il girone A è storicamente quello più morbido anche se, da quando è stata introdotta la nuova formula allargata dei playoff, è soltanto dalla stagione 2021/22 che il criterio di suddivisione dei gironi è rigidamente geografico e taglia il campionato in base ai paralleli di riferimento. Ma allora, nelle ultime tre stagioni del campionato cadetto, le neopromosse del girone A sono effettivamente andate peggio delle altre perché meno competitive rispetto alle vincitrici dei raggruppamenti centro e meridionali? Prendendo brutalmente i piazzamenti nudi e crudi, la risposta è sì. Ad eccezione del Sudtirol del debutto in B , che ottenne un eccezionale sesto posto e conquistato la semifinale playoff, nessun altra è mai andata oltre il decimo posto in classifica. Non sono riusciti a bissare la stagione d’esordio gli altoatesini (dodicesimi e decimi nei due campionati successivi), è retrocessa immediatamente la Feralpisalò – penultima, davanti solo al Lecco, ex compagno di girone in C e poi vincitore a sorpresa dei playoff – e non ce l’ha fatta nemmeno il Mantova, che nella scorsa stagione ha comunque centrato una salvezza tutt’altro che scontata, in una categoria che non frequentava da quindici anni.
Più regolari e senza picchi i cammini delle neopromosse del girone B, col Modena abbonato al decimo posto, la Reggiana finita undicesima il primo anno e tredicesima lo scorso campionato e il Cesena (settimo un anno fa) come unica rappresentante del girone capace di centrare un piazzamento playoff. Decisamente diverso il rendimento delle formazioni salite dal girone C, da sempre considerato il raggruppamento più difficile e competitive, spesso, in realtà, confondendo l’ambizione della piazza con le reali possibilità del club: non solo nessuna è mai retrocessa dalla stagione 2022/23 ad oggi, ma tutte si sono qualificate per i playoff da matricole. Se il Bari ha raggiunto il picco massimo al debutto, arrivando a pochi secondi dalla Serie A, sfiorando la retrocessione l’anno successivo, Catanzaro e Juve Stabia sono abbonate alle semifinali playoff, raggiunte due volte dai giallorossi e lo scorso anno dalle vespe. Quest’anno il trend sembra confermato per le matricole, con Padova e Virtus Entella invischiate nella zona calda della classifica e il solo Avellino in grado di coltivare speranze playoff.
Insomma, per il Vicenza è il caso di cominciare a prendere la tara della nuova categoria per evitare di ripetere gli stessi errori della prima esperienza tra i cadetti della gestione Rosso, finita tutt’altro che bene.






