Marcolini: “Vicenza straordinario, Benevento ha oscurato tutti: Floro Flores davvero bravo"
Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, l’allenatore Michele Marcolini ha analizzato il momento della Serie C, tra la corsa promozione nei tre gironi, il dominio del Vicenza, la cavalcata del Benevento e i possibili scenari in vista dei playoff.
Quanto è ancora aperta la lotta per la promozione diretta nel Girone B tra Arezzo e Ascoli?
“Fino allo scontro diretto sicuramente tantissimo. L’Arezzo ha un po’ tutto in mano: avrà proprio lo scontro diretto e con una vittoria farebbe davvero un passo enorme verso la Serie B. Non sarebbe matematicamente chiusa, ma a livello mentale darebbe una spinta importante ai propri colori e al contrario toglierebbe qualcosa agli avversari. Diciamo che fino a quella partita è tutto apertissimo. Dopo potremo avere le idee più chiare, oppure ancora più confuse se il risultato dovesse favorire l’Ascoli”.
Nel Girone C il Benevento ha preso il largo con una marcia impressionante. Questo ha finito per mettere in ombra anche il percorso del Catania?
“Il Benevento ha fatto qualcosa di straordinario, una serie di risultati incredibile. È normale che un cammino del genere finisca per oscurare quello delle altre squadre. Il Catania ha comunque fatto tantissimi punti e un grande campionato, ma era partito per fare un percorso simile a quello del Benevento. Non essendoci riuscito, probabilmente la società ha deciso di dare una scossa anche a livello mentale”.
Che idea si è fatto dell’esonero di Domenico Toscano dalla guida del Catania?
“Quando una squadra parte per arrivare prima e capisce di non essere più davvero in corsa, a volte la società decide di cambiare. Adesso il Catania ha preso un allenatore con idee di calcio diverse rispetto a Toscano. Vedremo cosa succederà ai playoff, anche se non credo sia giusto giudicare un tecnico arrivato a fine stagione solo da quello. I playoff sono un campionato a parte”.
Il Benevento ha cambiato allenatore mesi fa, passando da Gaetano Auteri ad Antonio Floro Flores. Si aspettava un impatto così positivo?
“Il Benevento non stava facendo male neanche prima, era nel gruppone di testa. Probabilmente la società non era soddisfatta fino in fondo e ha deciso di puntare sull’allenatore della Primavera, un profilo che evidentemente riteneva pronto. Floro Flores è stato davvero bravo: ha fatto rendere tutti al massimo e ha saputo tenere tutti sulla corda”.
Qual è l’esempio più evidente di questa gestione del gruppo?
“Mi piace citare Mignani: spesso parte dalla panchina ma quando entra segna sempre. Questo vuol dire che il giocatore è pronto mentalmente e psicologicamente. E questo è anche merito dell’allenatore, che riesce a far sentire tutti importanti”.
Il Vicenza ha dominato il Girone A. Con una base del genere può dire la sua anche in Serie B?
“Se il gruppo è forte e ha un leader importante, la differenza tra Serie C e Serie B può essere colmata dall’entusiasmo e dall’unità di intenti. Il Vicenza dovrà fare degli interventi, ma Gallo conosce bene la squadra. Partono da una base molto importante, perché una squadra semplicemente forte non fa un campionato come quello del Vicenza: è stato qualcosa di straordinario”.
Il fatto che nel Girone A non ci sia più grande lotta per il vertice può abbassare la tensione in ottica playoff?
“Non è così semplice. Il campionato va comunque giocato fino in fondo. Piuttosto la cosa più fastidiosa per chi arriva secondo o terzo è la pausa prima dei playoff. Stare fermi tanto tempo può essere uno svantaggio”.
Quindi non considera un vantaggio entrare più avanti nel tabellone?
“Non sempre. È vero che puoi recuperare giocatori o lavorare fisicamente, ma restare senza partite ufficiali per due settimane non è semplice. L’ho vissuto anche con l’Alessandria: le amichevoli non hanno mai il peso di una gara di playoff. Le squadre che arrivano dai turni precedenti magari sono più stanche, ma sono anche mentalmente cariche perché hanno già superato uno o due ostacoli”.
Negli ultimi anni le squadre del Girone C hanno faticato a vincere i playoff. Può incidere la pressione ambientale?
“A volte stadi pieni e grande passione sono un vantaggio enorme, ma se non sei un gruppo davvero maturo possono diventare anche un boomerang. Servono serenità e consapevolezza. Nel girone C ci sono squadre molto forti, penso soprattutto a Catania e Salernitana, ma anche negli altri gironi non mancano realtà importanti”.
Quindi chi vede favorito?
“È difficile dirlo. In ogni girone ci sono squadre attrezzate: nel girone A, ad esempio, penso al Brescia per storia, tifosi e struttura. Le alternative sono tante e sarà durissima per tutti”.











