Ds Trento: "Col potenziale che abbiamo, i playoff sono un dovere"
Il direttore sportivo del Trento, Moreno Zocchi, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per commentare la stagione dei gialloblù, quarti in classifica ma ancora in corsa per la seconda piazza che consentirebbe alla formazione di Tabbiani di accedere direttamente ai quarti di finale degli spareggi promozione.
Direttore, quanto è importante per il Trento aver raggiunto i play-off in questa stagione?
"L’importanza di raggiungere i play-off in questa stagione ha una valenza relativa, perché l’obiettivo iniziale era fare il possibile per continuare il percorso di sviluppo e miglioramento che la società si è prefissata".
All’inizio dell’anno sportivo, l’obiettivo play-off era già stato fissato oppure è maturato nel corso della stagione?
"Come ho detto, ci è sempre stato chiesto di portare avanti un percorso che possa consentire, nell’arco di qualche anno, di inseguire il sogno del salto di categoria".
Quali sono stati, secondo lei, i fattori decisivi che hanno permesso alla squadra di centrare questo traguardo?
"Il lavoro di staff, allenatore, squadra, società, stampa e tifosi ha permesso di farci vivere una stagione fino ad oggi esaltante".
C’è stato un momento della stagione in cui ha capito che i play-off erano davvero alla portata della squadra?
"Il Trento ha un potenziale societario per cui il raggiungimento dei play-off, oggi, può essere considerato un dovere e un obiettivo da non fallire".
Quanto ha inciso il lavoro dell’allenatore e dello staff tecnico nel raggiungimento di questo risultato?
"Il miglioramento, netto e visibile a tutti, del gioco e dei giocatori è un merito che va condiviso tra Luca Tabbiani, Coppola, Guglieri, Cancarini, Riganti e Togni, oltre al team manager Baccega, alla squadra, all’area medica e ai magazzinieri".
Quali giocatori o caratteristiche della rosa hanno fatto la differenza nella corsa ai play-off?
"Ogni ragazzo che fa parte di questa squadra ha dato un contributo fondamentale. Ognuno di loro ha accumulato presenze e minuti tali da essere considerato determinante. L’unico dispiacere è stato non poter avere con noi per tutto il campionato un calciatore e un ragazzo come Cruz".
Come vi state preparando ad affrontare i play-off dal punto di vista mentale e organizzativo?
"Ancora non stiamo pensando ai play-off, poiché tutte le nostre forze sono indirizzate all’ottenimento della miglior posizione di classifica possibile".
Quali sono le aspettative della società per questa fase decisiva della stagione?
"Una società importante non può non avere aspettative alte".
Che messaggio vuole mandare ai tifosi in vista delle sfide dei play-off?
"I tifosi hanno fatto la loro parte in modo molto importante, senza che nessuno chiedesse loro nulla, e per questo li ringraziamo. La passione verso questa maglia ha permesso tutto ciò. Penso quindi che non abbiano bisogno di nessun messaggio da parte mia".
Lei ha lasciato il segno a Pontedera: quanto dispiace la retrocessione?
"La retrocessione del Pontedera mi lascia una grande amarezza, perché conosco le persone, i tifosi e la città. Conosco soprattutto la passione e l’amore verso i granata".
A Terni cosa non ha funzionato?
"Il caso Ternana è solo l’ultimo dei 182 casi succedutisi negli ultimi 24 anni in Serie C. Sono senza parole".






