Pineto, Tisci: "Affronteremo al meglio i playoff, orgoglioso dei miei ragazzi"
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Ivan Tisci, tecnico del Pineto, è stato intervistato da TMW Radio per parlare della stagione del club abruzzese.
Mister, dal punto di vista tattico, quali sono le caratteristiche principali delle squadre di questo girone rispetto agli altri?
"Diciamo che i gironi sono diversi sotto l'aspetto tecnico. Per quanto riguarda il nostro, che è quello che conosco meglio – anche se mi piace spaziare e restare aggiornato sugli altri – è un raggruppamento molto livellato. Ci sono state tre squadre che hanno fatto un campionato a parte; le prime due, in particolare, si stanno giocando la vittoria fino alla fine perché sono attrezzate tecnicamente come organico e struttura. I numeri dimostrano che propongono qualcosa in più. Il resto sono tutte squadre molto organizzate. Ho trovato molti colleghi bravi e preparati che hanno saputo dare un'identità precisa alle proprie formazioni. È stato un girone bello da affrontare, a dimostrazione del fatto che anche nelle categorie inferiori ci sono allenatori che hanno voglia di studiare e crescere, oltre a giocatori da tenere in grande considerazione per le categorie superiori."
Il calcio di Serie C è spesso fisico e intenso. Come si prepara una squadra per reggere un campionato così lungo, considerando anche l'imminente inizio dei playoff?
"Nel calcio attuale, a ogni livello, è fondamentale allenare l'intensità. La qualità spesso è un dono di natura che può essere migliorato col lavoro collettivo, ma saper correre bene e tanto è la base. Noi lavoriamo molto su questo aspetto; ho la fortuna di avere una squadra giovane e l'abbiamo preparata in tal senso. Spesso, a fine stagione, si parla di stanchezza fisica, ma io credo sia soprattutto una questione mentale. Guardate l'Ascoli: hanno spinto tantissimo per stare davanti e continuano a farlo. Perché? Perché i risultati aiutano a vivere meglio la settimana e l'entusiasmo nasconde le carenze fisiche tipiche del finale di stagione. Non è facile tenere il ritmo per tutto l'anno: serve bravura, la fortuna di avere l'organico sempre a disposizione e la cura di quei piccoli dettagli che, a questo punto del campionato, fanno la differenza."
C'è uno stadio o una trasferta di questo girone che considera particolarmente difficile o suggestiva?
"Quest'anno giocare ad Ascoli è stato significativo. Anche se era solo l'andata, resta una piazza dal fascino particolare: lo stadio era pieno, la partita sentita, ed è sempre piacevole giocare con una cornice di pubblico simile. Tuttavia, mi fa sempre un certo effetto incontrare il Perugia. Mi riporta a ricordi storici importanti, è una società gloriosa. Anche nell'ultima gara di campionato, entrare in quello stadio suscita sensazioni particolari. Magari non era pienissimo in quel momento, ma è una tifoseria che evoca grandi categorie. Sono queste le realtà che ti lasciano qualcosa dentro."
Quanto c'è di Ivan Tisci nella personalità di questo Pineto?
"Questa è una domanda che andrebbe fatta agli altri, io sarei di parte. Posso dire di essere molto contento perché, insieme al mio staff, siamo riusciti a trasmettere le mie idee, non solo tattiche ma anche gestionali. Ho a che fare con un gruppo di ragazzi che non si tira mai indietro: ascoltano e seguono me e i miei collaboratori, il che è fondamentale. Credo che la squadra rispecchi il mio modo di essere: cerco sempre l'aspetto positivo, non amo circondarmi di negatività perché non aiuta a superare i momenti difficili che fanno parte del percorso, nel calcio come nella vita. Sono soddisfatto di come la squadra mi rappresenti in campo; a volte ci si riesce meglio, altre meno, ma i risultati dimostrano che il lavoro c'è stato."
Mister, cosa rappresentano per lei i 100 punti ottenuti? Un traguardo personale o la fotografia di un lavoro di squadra perfetto?
"Raggiungere i 100 punti è un traguardo importantissimo. Mancano ancora un paio di partite e poi ci saranno i playoff, che vogliamo affrontare al meglio, ma aver ottenuto questo punteggio con questi ragazzi è motivo di orgoglio. Ho ringraziato loro, il Presidente e il Direttore. È un obiettivo che mi rimane dentro: c'è chi ne ha fatti 100 in due anni e chi, arrivando quest'anno, ne ha fatti 50. È la dimostrazione di una crescita costante, la ciliegina sulla torta di un progetto societario solido. Il Presidente ci ha messo a disposizione tutto, il Direttore ha portato qui i giovani migliori e lo staff ha valorizzato il materiale umano. Non è un risultato scontato, ci siamo riconfermati e, sebbene ora si pensi al presente, non bisogna assolutamente dimenticare quello che questi ragazzi hanno fatto per raggiungere questa quota."
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