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La Serie C rischia di sparire e venire assorbita dalla Serie B. Ma non è così che si risolvono i problemi del nostro calcioTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 29 settembre 2021 00:00Il Punto
di Tommaso Maschio
per Tuttoc.com

La Serie C rischia di sparire e venire assorbita dalla Serie B. Ma non è così che si risolvono i problemi...

La Serie C è destinata a sparire nel giro di tre stagioni. È quanto affermato dal presidente federale Gabriele Gravina nei giorni scorsi in cui ha svelato che dal 2024-25 vorrebbe attuare una fusione fra seconda e terza serie con la creazione di una Serie B a due gironi con la Serie D élite a far da ultimo gradino fra il professionismo e il dilettantismo. Un percorso da compiere in maniera graduale con prima la divisione dell’attuale Serie C in una d’élite e quella Serie D élite che poi continuerà a esistere diventando semiprofessionista diventando così il livello intermedio prima di una Serie B allargatissima che probabilmente conterà su 40 squadre.

Un’idea, che dovrà essere ratificata dal Consiglio Federale, che non entusiasma chi scrive. Sia perché reputo che la Serie C debba continuare a esistere, magari snellendosi in un solo girone nazionale con la creazione appunto di una categoria semi-pro che faccia da gradino intermedio, sia perché una Serie B a due gironi andrebbe a togliere fascino alla seconda serie calcistica oltre che equilibrio aumentando a dismisura le differenze fra le prime e le ultime della categoria. Pensare di risolvere i problemi della Serie C, che ci sono e nessuno li nega, cancellandola direttamente non appare una grande idea anche per il patrimonio che si andrebbe a perdere e che solo in parte potrebbe essere riassorbito dalla cadetteria allargata. Meglio sarebbe ripensarla per renderla più appetibile e sostenibile come è giusto che sia mantenendo però la sua essenza di palestra per i giovani – siano essi giocatori o allenatori – che altrimenti rischierebbero di perdersi.

La mia opinione, che conta quando il due di bastoni quando bricola è denari, è che bisognerebbe effettuare una riforma che tagli il numero di squadre professionistiche in maniera omogenea con le prime tre serie a girone unico nazionale a 18 squadre (20 al massimo) e una quarta suddivisa in due gironi da 20 squadre che sia realmente semiprofessionistica. In questo modo si avrebbero solo 54/60 club professionistici che sarebbero più che sostenibili rispetto a100 attuali con una categoria intermedia fra dilettanti e professionisti che eviterebbe salti nel buio, mancate iscrizioni e rinuncie come troppo spesso accade a chi vince la Serie D negli ultimi anni. Pensare di risolvere i problemi del nostro calcio cancellando una categoria come la Serie C è un'idea sbagliata e di certo non rappresenta una soluzione.

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