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Casarano, Di Bari: “Playoff sogno da vivere. Il mio calcio? Offensivo. E qui mi sento a casa”TUTTO mercato WEB
Oggi alle 10:47Serie C
di Luca Bargellini

Casarano, Di Bari: “Playoff sogno da vivere. Il mio calcio? Offensivo. E qui mi sento a casa”

Intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del Casarano, il tecnico del club pugliese Vito Di Bari ha fatto il punto sulla stagione dei rossoblù, tra crescita, difficoltà e ambizioni future. Mister, partiamo da una curiosità: la panchina la conosci bene, ma è difficile vederti seduto… che effetto ti fa vivere la partita così? “È quasi impossibile per me restare seduto. Mi piace vivere la partita in piedi, in movimento. Sono un allenatore passionale, giovane, con tanta voglia di arrivare e trasmettere. È normale essere così coinvolto”. Quanto ha inciso la passione nel rapporto con il presidente Filograna? “È stato un incontro quasi casuale, ma c’è stata subito empatia. Ci accomuna una parola: ambizione. Lui è un visionario, una persona da cui ho imparato tanto, soprattutto il non mollare mai. Lo ringrazierò sempre per questa opportunità”. Il vostro percorso è stato importante, ma non sono mancati momenti difficili, come le quattro sconfitte consecutive. Come li hai vissuti? “L’inizio ha alzato le aspettative, anche le mie. Poi è arrivato un momento di flessione, normale, aggravato da tanti infortuni. Abbiamo avuto anche 8-10 assenze e questo ha inciso. Nei momenti negativi si vedono gli uomini: io sono rimasto lucido, coerente e ho sempre sentito la fiducia della società, dei giocatori e anche della gente”. Dal punto di vista tattico, che tipo di allenatore sei? “Un allenatore che vuole fare gol. Amo un calcio propositivo, non speculare. È chiaro che dobbiamo migliorare nell’equilibrio, perché in alcuni momenti abbiamo subito troppo. Ma voglio che la squadra dia spettacolo: il calcio deve essere anche questo”. E nel rapporto con i giocatori? Dialogo o distanza? “La parola chiave è connessione. È stata la nostra forza. Oggi con i ragazzi serve dialogo, capirsi, non solo urlare. Poi l’allenatore deve essere forte nelle scelte, ma il rapporto umano è fondamentale”. Il salto dalla Serie D alla Serie C ha creato difficoltà al gruppo? “No, molti ragazzi confermati stanno facendo benissimo anche tra i professionisti. Più che altro serve crescere a livello organizzativo e strutturale, ma sono sicuro che la società farà i passi giusti”. Il “Capozza” è diventato un fortino. Che ambiente si respira? “Straordinario. Quando è pieno sembra uno stadio argentino, ti trasmette energia. C’è un senso di appartenenza fortissimo. È emozionante giocare qui”. La città sta rispondendo con entusiasmo importante… “Assolutamente sì. I numeri degli abbonati sono incredibili per una realtà come Casarano. Il presidente ha creato qualcosa di speciale, è il primo tifoso. Si vive calcio ogni giorno”. Adesso ci sono i playoff: che obiettivo vi ponete? “Vogliamo cavalcare questo entusiasmo e fare un percorso importante. È un’occasione per continuare a sognare”. E se arrivasse addirittura la Serie B? “Sarebbe un sogno enorme. La Serie B è un campionato straordinario, quasi quanto la A. Fare una doppia promozione sarebbe incredibile, ma già aver scritto una pagina di storia qui mi rende orgoglioso”. La partita che più ti ha emozionato? “Quella con la Salernitana per il livello della gara. Ma quella che porterò nel cuore è la vittoria col Catania: venivamo da un momento difficile e lì ho capito che ce l’avevamo fatta. L’abbraccio con squadra e staff è stato qualcosa di unico”.