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Colavitto: "L'Arezzo ha ancora tutto nelle proprie mani. Ma non dovrà sbagliare nulla"

Colavitto: "L'Arezzo ha ancora tutto nelle proprie mani. Ma non dovrà sbagliare nulla"TUTTO mercato WEB
Claudia Marrone
Oggi alle 11:09Serie C
Claudia Marrone
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A Tutta C
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Come noto, nella giornata di ieri si è giocato il big match del Girone B di Serie C tra Arezzo e Ascoli, con la formazione marchigiana corsara 1-2 in terra Toscana, e ora a -2 dalla vetta occupata proprio dagli amaranto, che saranno quindi chiamati a rispondere soprattutto mentalmente di quello che è stato ieri. Di questo e molto altro, ha parlato l'allenatore Gianluca Colavitto nella diretta mattutina di A Tutta C, il format di TMW Radio interamente dedicato al mondo del campionato di terza serie.

Lei ha molta esperienza in panchina: come deve gestire un allenatore, in questo caso Bucchi, il possibile contraccolpo mentale che l'Arezzo potrebbe avere?
"Secondo me Bucchi ha le spalle larghe e sa benissimo come gestire questi momenti. Io ho sempre detto che il Girone B sarebbe stato combattuto fino alla fine, basti pensare al Ravenna, che ha avuto due i tre momento di arresto ma avrebbe potuto ambire alla prima posizione. Tornando però alla domanda, l'Arezzo sta facendo un campionato strepitoso, pure senza una rosa "schiaccia-campionato", ma è chiaro che il gol ben oltre il 90' può creare un contraccolpo psicologico all'interno del gruppo, è fisiologico: se spingi la macchina a manetta per tutto il campionato, è normale che nelle ultime partite possa capitare qualche situazione negativa. Si è passati da un possibile 2-1 in casa a favore dell'Arezzo all'1-2 finale. Ma gli amaranto hanno nelle proprie mani il destino, anche se deve vincere tutti e quattro i match rimanenti".

Per contro, c'è invece un Ascoli che forse dovrà regolare la frenesia, anche quella potrebbe essere controproducente.
"Assolutamente si, ma vedo nell'Ascoli una qualità individuale notevole e anche una coscienza collettiva importante. Il mister e tutto lo staff sono stati bravi fin dall'inizio a voler creare questo spirito, e ora si vedono i frutti: ad Ascoli, d'altronde, c'è una cultura calcistica notevole. È un rush finale di campionato comunque avvincente, ieri si è certificato che con l'Ascoli si è riaperto tutto. Certamente è sempre meglio avere un'euforia positiva che subire contraccolpi come quello dell'Arezzo".

La sensazione generale, però, è che questo Girone B si andrà a chiudere proprio all'ultima giornata, a differenza di quanto potrebbe accadere nel Girone C e di quanto è già accaduto nel Girone A?
"Sicuramente. Il Girone A è una pagina già scritta da un po' di tempo, e penso che lo stesso si possa dire del C, anche se il Benevento nelle ultime partite ha rallentato un po'. Invece, nel Girone B, si deciderà tutto all'ultima partita: le sfide finali hanno sempre un tasso di difficoltà enorme perché incontri squadre che si devono salvare, l'Arezzo, a esempio, deve andare a San Benedetto del Tronto, con la Sambenedettese che ha bisogno di punti per salvarsi. Saranno partite avvincenti".

La faccio scendere di categoria. Nel Girone F di Serie D l'Ancona è in piena lotta promozione con Teramo e Ostiamare: ce la faranno i dorici a tornare tra i professionisti?
"È un girone avvincente. Certamente l'Ancona, capoluogo di regione, ha costruito quest'anno un campionato in crescita, con l'Ostiamare che è partita a mille e ha fatto un girone d'andata impressionante. Il "terzo incomodo" è il Teramo, ma mancano pochissime partite. Secondo me anche lì si risolverà tutto all'ultima giornata. Certo, mi farebbe piacere rivedere l'Ancona nei professionisti: ha un grande seguito di tifosi, è una città che ha fatto la Serie A e ha uno stadio che fa invidia a molte strutture di Serie B e Lega Pro. Vediamo cosa succede. Ma ci tengo a precisare una cosa: la Serie D è un campionato con un tasso di difficoltà allucinante per la questione dei fuori quota e perché ne vince soltanto una. Chi vince l'Interregionale merita solo applausi".

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