Caos Roma-Lazio: Lega vs Prefettura, la deriva del calcio italiano
Non è una delle puntate di Scherzi a parte… purtroppo. Il “caso” Roma-Lazio, tuttavia, sarebbe stato da ascolti elevatissimi se fosse stato uno scherzo studiato a tavolino ma così non è. Il programma definitivo delle gare valide per la penultima giornata di Serie A è diventato un’’autentica barzelletta. Al momento in cui digito sui tasti del PC per l’editoriale, siamo giunti al ricordo della Lega al Tar per la decisione della Prefettura di Roma di spostare il Derby capitolino alle 20:45 di lunedì 18 maggio. Una decisione che, di fatto, ha zittito De Siervo, amministratore delegato della Lega che, solo qualche ora prima, aveva preannunciato la scelta di far giocare la sfida capitolina (e tutte le partite “di interesse Champions League”) alle 12:30 di domenica 18 maggio. Insomma, l’ennesima dimostrazione di come il calcio sia arrivato ad un punto di non ritorno: la confusione regna sovrana e questo continuo provare a “recuperare in corsa” sta diventando tanto fastidioso quanto demoralizzante. Primo punto della questione: non si doveva arrivare a questo impasse. Al momento in cui sono stati stilati i calendari di Serie A qualcuno avrebbe dovuto far notare che il 17 maggio il tennis è padrone a Roma. Un paletto per evitare di giocare il Derby proprio in quella giornata no?
Detto questo, è altamente imbarazzante vedere come tutte le parti interessate si stiano azzuffando senza ritegno. Tutti hanno i loro buoni motivi, nessuno sta rispettando i tifosi che, senza poter proferire parole, attendono impazienti di organizzarsi per seguire la propria squadra del cuore. Senza rendersene conto, il calcio italiano sta perdendo la sua leadership e questo caos legato agli orari è l’ennesima dimostrazione che manca una guida certa, sicura e, soprattutto, nuova.
Dà fastidio dover applaudire squadre di altri campionati, programmi vincenti di club esteri per poi restare spiazzati nel vedere quanto sia debole il nostro calcio in questo momento. Come spesso accade, la volontà è quella di insabbiare tutto e…. pensare al calciomercato! Ma sì, meglio concentrarsi su chi compreranno le nostre big e ignorare la mancanza di un progetto che possa riavvicinare tanti tifosi che, stanchi di essere presi in giro, stanno migrando verso altri sport come, appunto, il tennis o la Formula 1.
Il bello è che si cercano sempre scuse. In questo caso si è cercato di far passare concetti come “va tutelato il tifoso” e “la sicurezza è prioritaria”. No, no e ancora no… Se l’obiettivo fosse stato tutelare il tifoso mai si sarebbe giunti a decidere il programma della 37a giornata di Serie A così tardi e in maniera tanto pasticciata. La sicurezza? Il fatto che se ne parli ancora nel 2026 certifica il fatto che non si è giunti ad una soluzione valida. Una preghiera: impariamo dagli errori o il futuro sarà sempre più confuso e triste.
E dire che c’è stato un tempo che noi eravamo presi come modello da tutti quanti. Ora siamo il modello da non seguire…











