Grosseto a Di Matteo, l'ex co-presidente Ceri: "Giudicherà il comitato, il rischio era schiantarci"
Nello Speciale serie C di Radio Sportiva è intervenuto Simone Ceri, ex co-presidente del Grosseto che ha appena ceduto il club a Nicola Di Matteo, provocando le proteste dei tifosi viste le dichiarazioni sulla Camorra di un paio di anni fa che costrinsero il nuovo patron dei maremmani a uscire dal Teramo calcio. “La nostra situazione era grave - spiega - non credo più grave di tante altre realtà della Lega Pro, ma per noi che non siamo disposti a inventare artifizi per sistemare un bilancio era una situazione seria. Siamo stati incalzati sia dal nostro commercialista sia dalla Covisoc che è venuta a controllare i nostri conti, e alla consapevolezza si è aggiunta un po' di paura: e nel momento che sei impaurito sei più debole e siamo stati azzannati".
Come si pone verso le proteste dei tifosi per il passato dei compratori? "Abbiamo chiesto delle cose, partendo dal presupposto che non avevamo grande scelta, il rischio era di schiantarci noi e il Grosseto, eravamo presi per la gola in realtà: abbiamo chiesto la sostituzione della fideiussione da presentare alla Lega ed è stata prontamente fatta in una banca grossetana in 5 giorni, hanno versato quello che dovevano versare, e quindi da quel punto di vista non sono attaccabili. Per il resto c'è un Comitato Etico che giudica non so in base a cosa, oggi mi è stato inviato uno striscione contro Di Matteo che è spuntato a Imola, evidentemente forse qualcosa non è andato per il verso giusto da altre parti… vedremo cosa delibererà il Comitato Etico, nell'eventualità noi saremo qui. Nel caso saremo pronti a fare marcia indietro, naturalmente tenendo presente la situazione e avendo passato il momento di smarrimento ansia e paura, a metterci a cercare soggetti che non abbiano dubbi su pregressi che a mio avviso dovrebbero bastare a tenerli fuori dal calcio".
Un appello alla Lega Pro? "A noi la situazione l'ha complicata Il cambio della gestione dei “minutaggi” in corsa lo scorso anno, ci abbiamo rimesso un sacco di soldi, si parla di cose che potevano essere evitate… Io alla Lega Pro e alla Federazione dico solo di fare il loro dovere e di pensare al calcio, se uno preso dalla paura e dall'ansia può sbagliare chi giudica in modo asettico dall'esterno non può permettersi di farlo”.






