Marani sulle riforme: "Non basta ridurre le squadre. Chi ha di più dia a chi ha meno"
Il presidente della Lega Pro Matteo Marani ha parlato ai microfoni di Sky Sport, nel corso del Premio Maestrelli, della crescita degli spettatori (+40% nel girone d'andata) togliendosi un sassolino dalla scarpa nei confronti di chi criticava il cosiddetto spezzatino: “Il segreto è la passione che era lì che giaceva e aspettava solo di essere esposta. Alcuni dicevano che l’idea di spezzatino avrebbe danneggiato il campionato e invece i numeri ci danno ragione e siamo in crescita in tutti e tre i gironi e in prospettiva possiamo arrivare ai 3 milioni di spettatori a fine anno”.
Spazio poi alla riforma del calcio italiano che potrebbe vedere la riduzione del numero di squadre nei vari campionati: "Si tratta di un tema serio e affascinante, dobbiamo capire cosa è sostenibile senza perdere di vista la missione del nostro calcio che deve essere la crescita dei giovani italiani, e la Serie C è in prima linea, perché veniamo da due mancate qualificazioni ai Mondiali. Non bisogna ragionare sulla riduzione delle squadre, ma sulla dimensione esatta che vogliamo dare al movimento. Serve un calcio sostenibile e chi ha di più deve dare a chi ha di meno come succede per esempio in Inghilterra dove la Premier aiuta le altre categorie anche con la vendita collettiva dei diritti tv. Sulla mutualità invece bisognerebbe guardare alla Germania e alla Francia, non esiste da nessuna parte che la terza serie abbia solo il 2%".
Infine una chiosa sulla necessità di trovare un accordo fra tutte le componenti: "Nessuno può pensare di iniziare queste riforme lasciando qualcuno con il cerino in mano, va fatta non a maggioranza, ma all’unanimità perché di questo ha bisogno il nostro calcio. Non può esserci chi viaggia in prima classe e chi in terza".






