Antonini all'attacco dell'amministrazione comunale. E il Trapani giocherà forse a Marsala
Dopo la retrocessione in Serie D, arrivata per altro da ultimi in classifica a seguito della forte penalità rimediata nel corso della stagione scorsa, sembrano non finire i problemi per il Trapani, che dovrà ripartire dalla quarta serie italiana. Giocando le gare casalinghe dove? Forse a Marsala, perché le continue frizioni tra il presidente granata Valerio Antonini e l'amministrazione comunale cittadina hanno portato a uno stallo notevole legato alla concessione dello stadio Provinciale.
A spiega tutto, all'ANSA, è stato proprio il prima citato Antonini che ha affermato che due giorni fa, tra gli ufficiali legati della sua società, è stata inviata "una Pec al Marsala 1912 per chiedere la disponibilità a disputare le partite casalinghe del Trapani allo stadio Nino Lombardo Angotta".
Non manca la stoccata al comune di Trapani, con il numero uno della società che in merito alla questione stadio - e al braccio di ferro nato da essa - dà la sua versione dei fatti: "Siamo di fronte a una acclarata gestione ostile nei confronti del Trapani. All'esito della riunione che si è tenuta ieri, il Libero Consorzio ha richiesto somme superiori al milione di euro, il doppio rispetto ai 580.000 euro originari, riportando sul tavolo persino canoni del 2022. Così si gioca con la passione dei tifosi".






