Modica: "Lascio la Vibonese con serenità. Ma la Serie D non mi appartiene"
Archiviata la stagione con la Vibonese, dopo era tornato dopo l'esperienza nella stagione 2019-2020, mister Giacomo Modica è pronto a tornare in pista, per sposare un progetto che lo possa riportare nel professionismo.
Senza però disdegnare quella che è stata l'annata in rossoblù, della quale si porta dietro i tanti elementi positivi emersi nel corso della stagione: "Per me non è stata una stagione andata male, bisogna accettare sì il verdetto del campo, non propizio per noi, ma valutando la stagione a 360°, no a 180. Il Catania era la squadra top del nostro raggruppamento, ed è vero che noi potevamo arrivare ai playoff, ma alle volte, nell'arco di una stagione, qualcosa di inceppa e non è sempre scontato riprendere il bandolo della matassa. La delusione per non aver centrato l'obiettivo c'è, ma abbiamo valorizzato tanti ragazzi come De Marco, Anselmo, Scafetta, La Torre, alle cose buone ci dobbiamo pensare. Oltre poi a non guardare solo dentro il campo: tutti dobbiamo fare auto analisi, capendo dove si è sbagliato. Tutti, nessuno escluso".
A livello morale, può aver pesato la retrocessione e l'obbligo di dover per forza fare la Serie C come nelle ultime stagioni?
"La retrocessione indubbiamente pesa, ma si deve anche capire che se si spende non per forza poi si vince. Per vincere servono una serie di componenti, che magari dall'esterno neppure si vedono, che permettono alla macchina di funzionare al meglio della sua potenzialità: faccio un esempio, vedere più spesso un medico al campo porta sicuramente qualche punto in più in fondo alla stagione, così come avere non uno ma più dirigenti di ruolo. Io sono tornato a Vibo per amicizia con patron Caffo, e torno a ripetere che voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, senza cercare altre situazioni che potrebbero divenire alibi".
L'addio è ormai noto: cosa si aspetta per il futuro?
"Sono molto amareggiato per il finale di stagione, ma non rimarrò in Serie D, è una categoria che non mi appartiene e non mi sento di dover combattere ancora per certe situazioni. Come ho detto, vedo sempre il buono, mi porto dentro l'esperienza avuta con tanti giovani promettenti, che in D sono la chiave del successo, e anche un po' di disorganizzazione generale, che mi ha però permesso di crescere di più".
Nessuna offerta concreta?
"Per il momento no, solo qualche chiacchiera. E io sono pragmatico, fino a quando non mi siedo e firmo...".






