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Squadra pessima, Baroni impantanato, Cairo sempre più inviso ai tifosi: per piacere qualcuno salvi il ToroTUTTO mercato WEB
Tifosi del Toro
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Squadra pessima, Baroni impantanato, Cairo sempre più inviso ai tifosi: per piacere qualcuno salvi il Toro

Il Torino ha bisogno di essere salvato. Alla 25esima partita è arrivata la 7ª sconfitta in casa (su 13 gare disputate) e la 12ª in questo campionato, 13ª stagionale considerando l’eliminazione dalla Coppa Italia ai quarti. Con 44 gol subiti il Torino ha la peggior difesa della Serie A e in classifica la squadra è scesa dalla 13ª alla 14ª posizione e ha 6 lunghezze di vantaggio dalle terzultime Lecce e Fiorentina, ma i salentini questa sera nel posticipo dovranno affrontare il Cagliari con i sardi che comunque resterebbero davanti ai granata anche in caso di sconfitta avendo un punto in più.

Baroni non ha mai trovato la quadra ed è impantanato e non riesce a portare fuori dalle acque fangose la squadra. Manca il gioco, le formazioni iniziali e i cambi (al netto di infortuni e di una rosa non proprio adeguata) spesso non convincono del tutto, difetta la determinazione e persino l’amor proprio che dovrebbe aiutare almeno a evitare figuracce a ripetizione come quella, accaduta anche ieri con il Bologna, di rivitalizzare avversari in crisi, i felsinei avevano conquistato solo 6 punti nelle ultime 12 partite di campionato e avevano perse le ultime quattro ed erano anche reduci dall’eliminazione dalla Coppa Italia. Eppure ieri al Grande Torino sono passati prima in vantaggio grazie a un autogol di Vlasic (49’) che poi ha segnato il gol del momentaneo pareggio granata (62’), ma alla fine sono usciti vincenti per merito della rete di Castro (70’). La sua squadra oltretutto è incapace, come ha dimostrato più e più volte quest’anno (ma era una pecca anche delle stagioni passate) di dare continuità ai risultati positivi, arrivava dalla vittoria casalinga sul Lecce e dal pareggio in trasferta con la Fiorentina. A fine match mister Baroni ha commentato la sconfitta, come si legge nelle dizione torinese del Corriere, così: “Non abbiamo fatto una partita all’altezza di quello che volevamo fare. Dopo il gol sono emerse quelle fragilità che ci stiamo portando dietro da inizio stagione, dobbiamo trovare la chiave per risolverle”. Magari prima della fine del campionato visto che mancano 13 gare. Il mister non si è tirato indietro è si è addossato la responsabilità: “Ci sono situazioni che la squadra patisce, ma non devono diventare un alibi: dobbiamo responsabilizzarci ancor di più. Fischi dei tifosi nei miei confronti? Sono comprensibili. Il Torino pensava a un campionato diverso, adesso ci troviamo in una situazione che non mi piace. Dobbiamo metterci la testa dentro, con attenzione e umiltà da parte di tutti. Io sono il responsabile ma anche quello che vuole trovare la soluzione insieme a tutti”. E a fine partita c’è stato un confronto anche con il direttore sportivo PetrachI: “Abbiamo parlato con i ragazzi e con Petrachi. Io sono cosciente della situazione, non ne sono contento e per primo mi sento responsabile della classifica. Ho sempre lottato e sono convinto di venirne a capo. Quali risposte dai ragazzi? C’era grande rammarico, in questi casi ci sono due possibilità: o abbassi la testa e scappi o la alzi e affronti le difficoltà”. Lui nelle conferenze stampa dice sempre che è con il lavoro che si affrontano le difficoltà, ma a questo punto viene da chiedersi se quello che il Torino fa in settimana sia utile perché dalle prestazioni non sembra molto. Capitan Zapata, subentrato a Adams a inizio secondo tempo ha contribuito all’azione che ha portato Valsic al gol dell’illusorio pareggio, ha commentato: “Dopo l’1-1 dovevamo essere più determinati. Ci siamo abbassati un pochino per non prendere gol e alla fine lo abbiamo subito, sono dettagli che dobbiamo ancora migliorare. Avevamo fatto passi avanti contro Lecce, Inter e Fiorentina, questa volta siamo un po’ mancati. In alcuni frangenti abbiamo giocato bene e ci è mancata un po’ di brillantezza tecnica. Abbiamo interpretato bene la gara contro una squadra forte, dobbiamo migliorare alcuni dettagli”. In tutta franchezza va migliorato praticamente tutto e non solo alcuni dettagli e il giocare bene è decisamente altra cosa.

Anche al presidente Cairo, come riporta la Gazzetta dello Sport, la partita non è piaciuta: “Il Toro non mi è piaciuto, non ha fatto una buona partita. Aveva iniziato abbastanza bene, pur non tirando in porta. Poi però non ho visto quella voglia di vincere la partita. Questo è mancato e su questo c’è da lavorare. Non ho visto l’allenatore e nemmeno la squadra, dopo la partita non è il caso. Sicuramente ci vuole un po’ più di convinzione. Era un’opportunità interessante, è un peccato”. Sul fatto che non fosse il caso di vedere la squadra e l’allenatore a fine gara ci sarebbe molto da discutere, ma si tratta di una sua decisione. il vero nocciolo della questione è che i problemi di una società dipendono sempre dall’alto e quindi se il Torino va male e non soddisfa è lui Cairo, proprietario e presidente, che deve assumersene la responsabilità, ma non lo ha mai fatto in questi 21 anni.

Una cosa è certa così non si può più andare avanti come sostiene la maggior parte dei tifosi che continua a contestare Cairo. Marce, striscioni e cori ne sono la testimonianza lampante. Anche ieri su iniziativa dei gruppi organizzati della Maratona la curva è rimasta praticamente vuota e anche negli altri settori dello stadio ben pochi tifosi si sono presentati sugli spalti e una rappresentanza dei sostenitori della Curva Primavera ha acquistato il biglietto per la tribuna ed è entrata per venti minuti e ha incessantemente contestato Cairo, cosa che è poi proseguita fuori dallo stadio a fine partita. Anche chi è entrato e ha assistito a tutta la gara è rimasto scontento e alla fine ha contestato Baroni e i giocatori. Ormai la frattura, che da un anno e mezzo a questa parte è andata sempre più allargandosi, fra i tifosi del Toro e il Presidente è diventata insanabile. Cairo aveva detto che sarebbe rimasto al Torino fino a quanto lo avessero voluto i tifosi ed è evidente che da tempo i tifosi non lo vogliono più.

A tutto questo c’è solo una soluzione possibile: Cairo metta pubblicamente in vendita il Torino al prezzo di mercato e qualcuno per piacere lo compri salvando così il Toro, che ha fatto la storia del calcio italiano e ha una propria Storia unica al mondo”.