"Per un punto Martin perse la cappa", ma a testa altissima: l’Apu Udine guarda negli occhi l’Olimpia Milano e dimostra di esserci
C’è una sconfitta che pesa sul tabellone e ce n’è un’altra che, pur bruciando, racconta crescita, identità e futuro. Quella dell’Apu Udine contro Olimpia Milano, decisa da una tripla sulla sirena di Brooks, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Fa male, eccome se fa male. Come era successo contro la Virtus Bologna, quando fu Edwards a spegnere i sogni bianconeri all’ultimo tiro. Ma è una ferita di cui andare fieri.
“Per un punto Martin perse la cappa”: non c’è proverbio più azzeccato per raccontare una partita in cui l’APU ha giocato alla pari contro una corazzata, senza timori reverenziali, senza mai abbassare lo sguardo. Udine ha tenuto testa a una delle squadre più forti d’Europa, l’ha messa in difficoltà, l’ha costretta a rincorrere, l’ha spinta fino al limite estremo dei quaranta minuti. E se alla fine ha vinto Milano, lo ha fatto solo grazie a un colpo da campione, non certo perché l’APU abbia mollato o si sia smarrita.
Resta negli occhi la solidità del collettivo bianconero, la capacità di reagire ai momenti difficili, la personalità mostrata nei possessi pesanti. Resta una squadra che gioca, che sa cosa vuole fare, che ha un’identità chiara. Adriano Vertemati, dopo la cavalcata in A2, ha costruito un gruppo che sta dimostrando di poter stare eccome in questa Serie A, dando filo da torcere a chiunque. Non è più una sorpresa: è una realtà credibile, organizzata, rispettata.
La sconfitta, inevitabilmente, lascia l’amaro in bocca. Perché vincerla sarebbe stato un premio enorme. Ma il messaggio che arriva dal parquet del Carnera è forse ancora più importante dei due punti: l’APU c’è, è cresciuta, compete. E lo fa con il proprio basket, senza snaturarsi.
Ora serve continuare su questa strada, chiudere al meglio il girone d’andata contro Cremona e guardare avanti con fiducia. Le vittorie arriveranno anche grazie a serate come questa, perché il livello mostrato contro Milano dice che Udine non è di passaggio in Serie A. È qui per restarci.






