Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Parma-Udinese 0-0 ai raggi X: dominio friulano e il pareggio passa da Okoye

autore
Alessandro Vescini
per Tuttoudinese.it
Oggi alle 11:19Primo Piano
autore Alessandro Vescini
30.10.2026 11:19Primo Piano

Lo 0-0 del Tardini restituisce soltanto una parte della partita. Perché se il tabellino racconta di un pareggio senza reti, l'analisi dei numeri e delle dinamiche tattiche descrive un'Udinese che ha ritrovato controllo, aggressività e una precisa identità di gioco. Dopo sei sconfitte consecutive e 18 gol incassati nelle prime otto giornate, la squadra di Kosta Runjaic aveva bisogno soprattutto di ritrovare solidità. A Parma ha fatto qualcosa in più: ha imposto il proprio ritmo, ha costretto gli avversari a difendersi per lunghi tratti e ha costruito le occasioni per portare a casa l'intera posta.

Il risultato finale lascia inevitabilmente un po' di amaro in bocca, soprattutto per quanto prodotto nella metà campo avversaria. Ma il primo clean sheet stagionale e la prestazione complessiva offrono indicazioni importanti. Il pareggio, insomma, non è stato il risultato di una partita bloccata, bensì di una gara nella quale l'Udinese ha avuto più strumenti per vincere, senza riuscire a trovare il colpo decisivo.

Un dominio che i numeri rendono evidente

Il primo dato da cui partire è il possesso palla: 59,04% per l'Udinese contro il 40,96% del Parma. Una differenza significativa, ma ancora più indicativa è quella relativa al Field Tilt, la percentuale di passaggi completati nel terzo offensivo rispetto al totale delle due squadre. I bianconeri hanno raggiunto il 69,66%, con un picco del 77,38% nel primo tempo. In altre parole, per lunghi tratti la partita si è giocata nella metà campo dei padroni di casa.

Anche il volume della costruzione conferma questa lettura. L'Udinese ha completato 392 passaggi su 462 tentati, con una precisione dell'84,85%, contro il 75,39% del Parma. Ancora più marcata la differenza nella trequarti offensiva: 106 passaggi riusciti per i friulani contro i 40 degli emiliani. Sono 22, inoltre, le palle giocate nell'area avversaria dall'Udinese, esattamente il doppio rispetto alle 11 del Parma.

Non si è trattato, quindi, di un possesso fine a sé stesso. La squadra di Runjaic ha utilizzato il pallone per avanzare, occupare gli spazi e tenere gli avversari lontani dalla propria porta. Lo dimostra anche il dato dei recuperi offensivi: 18 palloni riconquistati nella metà campo avversaria, contro i 14 del Parma. Un'intensità che ha permesso ai bianconeri di riaggredire immediatamente dopo la perdita del possesso, limitando le possibilità di ripartenza degli uomini di Alberto Gilardino.

Il dato degli Expected Goals, 1,32 per l'Udinese contro 1,14 per il Parma, potrebbe suggerire un sostanziale equilibrio. Ma la lettura delle singole occasioni cambia la prospettiva: il valore dei padroni di casa è infatti condizionato dal rigore assegnato al 67', che da solo pesa per circa 0,79 xG. Senza quell'episodio, il Parma si ferma a 0,35 xG su azione. L'Udinese, invece, ha costruito il proprio dato interamente attraverso la manovra.

Chakvetadze e Zaniolo, due modi diversi per creare superiorità

Alle spalle di Keinan Davis, la coppia formata da Giorgi Chakvetadze e Nicolò Zaniolo ha rappresentato una delle chiavi della manovra offensiva. I due hanno occupato gli spazi intermedi tra le linee del Parma, ma con caratteristiche differenti e complementari.

Chakvetadze ha agito soprattutto da facilitatore. Partendo dal centro-sinistra, ha dato continuità al possesso e cercato di collegare il centrocampo con la zona offensiva. I suoi 49 passaggi, completati con una precisione del 93,9%, raccontano una gestione estremamente pulita. Ancora più significativo il dato dei 26 passaggi riusciti nel terzo offensivo, con un'accuratezza del 92,3%.

Il georgiano ha anche messo a disposizione tre passaggi chiave, contribuendo a costruire alcune delle occasioni più interessanti. Al 6' ha servito Zaniolo per una conclusione a giro che ha sfiorato l'incrocio dei pali, mentre al 45' ha trovato Bertola per un tiro insidioso respinto da Daffara. A completare la prestazione, tre dribbling riusciti su quattro tentativi.

Zaniolo ha invece portato soprattutto strappi, fisicità e capacità di saltare l'uomo. Sul centro-destra ha ingaggiato un duello continuo con gli esterni del Parma, riuscendo a creare situazioni di superiorità attraverso l'uno contro uno. Quattro dribbling riusciti su cinque, tre conclusioni e altrettanti passaggi chiave descrivono una presenza costante nella zona di rifinitura. Le occasioni del 6' e del 58', entrambe terminate di poco a lato, sono state tra i momenti più significativi della sua partita.

La sua posizione molto avanzata ha inoltre costretto il Parma a prestare particolare attenzione alla corsia destra friulana, limitando la possibilità di ripartire. Zaniolo ha provato a incidere sia attraverso le iniziative personali sia attirando il raddoppio e liberando spazi per i compagni.

Il rigore parato da Okoye cambia la partita

Se l'Udinese ha controllato il gioco, il momento che avrebbe potuto compromettere tutto è arrivato al 67'. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo del Parma, una situazione confusa in area ha portato al tocco di mano di James Abankwah. L'arbitro Davide Massa ha indicato il dischetto e, due minuti più tardi, Adrián Bernabé si è presentato dagli undici metri.

In quel momento la partita avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa. Dopo sei sconfitte consecutive e 18 gol subiti nelle prime otto giornate, ritrovarsi in svantaggio in una gara fino a quel momento dominata sul piano territoriale avrebbe rappresentato un ulteriore colpo per la squadra di Runjaic.

Maduka Okoye, però, ha evitato che accadesse. Il portiere nigeriano ha aspettato fino all'ultimo istante, letto la conclusione di Bernabé e respinto il tiro diretto verso l'angolo basso alla propria destra. Una parata decisiva, non soltanto per il risultato, ma anche per il significato psicologico dell'episodio.

Il rigore neutralizzato ha permesso all'Udinese di mantenere la porta inviolata per la prima volta in campionato e ha restituito fiducia a un reparto che aveva mostrato difficoltà nelle prime giornate. Okoye ha chiuso con due parate complessive, 31 passaggi tentati e sette lanci lunghi riusciti. È stato premiato come Panini Player of the Match, ma il valore del suo intervento va oltre il riconoscimento individuale: ha impedito che una partita controllata dai bianconeri si trasformasse in un'altra serata complicata.

per Tuttoudinese.it

Altre notizie