Parma, Cuesta: "Gioco 'all'italiana'? Mi considero internazionale. Sono a disposizione dei ragazzi"
Nel post partita di Udinese-Parma, ai microfoni di Sky Sport, è intervenuto il tecnico dei ducali Carlos Cuesta. Queste le sue parole iniziando da un siparietto su Arteta in vista della super sfida di domani tra Arsenal e Manchester City: "Mikel lo sento spesso, gli faccio un grosso in bocca al lupo".
Primo tempo noioso, poi siete riusciti a sbloccarla...
"Mi dispiace se non vi siete divertiti ma noi stavamo competendo al massimo. Secondo me è stata una prestazione veramente buona dal punto di vista del collettivo. Nel primo tempo siamo stati compatti e abbiamo fatto un buon giro palla, che ci ha dato modo di progredire come in occasione e del gol. Dopo il gol abbiamo avuto trenta minuti di sofferenza perché eravamo un po' stanchi. Venivamo da una partita molto pesante contro il Napoli, ma i ragazzi si sono fatti trovare tuti pronti. La differenza oggi l'ha fatta la mentalità di andare oltre la stanchezza e la difficoltà. Nel riscaldamento si è fatto male Valenti, Ndiaye non giocava da tempo ma ha fatto benissimo. Dopo Pellegrino si è fatto male, ed Elphage ha segnato… Faccio i complementi ai ragazzi".
39 è un marchio per la salvezza?
"No, ancora non è fatta. Noi vogliamo ancora crescere, sia come valorizzazione dei giocatori che come squadra. In queste 5 partite vogliamo fare più punti possibili".
Fa un gioco molto italiano: è una scelta o si è adatatto alla squadra che ha?
"Io mi considero internazionale: sono cresciuto in Spagna, poi sono venuto in Italia, poi sono stato 5 anni in Premier, ora di nuovo in Italia. Ho avuto l'opportunità di imparare da tutti. Io voglio essere completo, voglio creare una linea guida più giusta possibile per il contesto in cui sei. Per me allenare è una questione contestuale, cerco di sfruttare i punti di forza della mia squadra per ottenere i risultati. Dobbiamo capire che questo è un campionato difficile e molto competitivo. Le partite noi le abbiamo sempre giocate: all'andata contro l'Udinese siamo stati molto più in pressing alto che in blocco basso. Poi la stagione si evolve e ti rendi conto quali sono i punti di forza della squadra. Il mio compito è non fare danni e mettermi a disposizione dei ragazzi, al di là dei miei gusti".
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