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De Raffaele: "Come sempre a Brindisi sarà una grande battaglia fisica"
giovedì 28 ottobre 2021 19:30Primo Piano
di Alberto Bison
per Tuttoveneziasport.it

De Raffaele: "Come sempre a Brindisi sarà una grande battaglia fisica"

Sabato sera la Reyer va di scena a Brindisi, l'avversario sarà l'Happy casa di coach Vitucci che al momento si sta rivelando la terza forza del campionato. Prima della partenza per la Puglia coach Walter De Raffaele ha presentato il match.

“Arriviamo a questa partita certamente non con la carica giusta di una vittoria in Coppa, ma invece con l’arrabbiatura per una partita giocata bene per 30 minuti e poi con un calo nell’ultimo quarto e soprattutto con una non reazione agli errori, come purtroppo ci è già successo altre volte. Andiamo ad incontrare quella che attualmente è la terza forza del campionato, con merito. Una squadra che conosciamo bene, perché è vero che è cambiata, ma ha mantenuto molti giocatori dello scorso anno, nonché la guida tecnica e ha ritrovato anche il pubblico, che sappiamo essere sportivo e caloroso. Quindi sarà come sempre una grande battaglia fisica, alla quale arriviamo con qualche postumo dalla Coppa che valuteremo sabato, però con l’imperativo di andare a fare una partita di continuità e soprattutto di allungare i buoni momenti e cercare di spegnere invece i momenti negativi che diventano poi molto lunghi, dei break dai quali facciamo fatica ad attaccarci a qualche giocatore per poter risalire.Quindi certamente mi unisco alle parole che ha detto il presidente Casarin questa mattina, nel senso che sono d’accordo, è una squadra che deve assolutamente trovare connessione e amalgama tra i vari giocatori, tra i vari nuovi inserimenti e il rendimento di altri: questo purtroppo richiede tempo, nel mezzo ci sono tante altre partite e quindi dobbiamo anche cercare di evitare partite negative, al di là delle sconfitte, perché ci sono come sempre sconfitte e sconfitte. E quella di mercoledì è una sconfitta, per come è maturata, che si fa fatica a digerire, ma soprattutto che va analizzata in quella che è la sua essenza, ovvero questi momenti di down in cui non riusciamo a trovare uno o due giocatori a cui attaccarci”.

Al di là dell'amalgama di squadra pensi che una delle chiavi sia trovare energia e intensità per 40 minuti?

"La ricerca è proprio di una motivazione che non credo sia una sola. Credo che questa sia una chiave, l'energia in una squadra nasce da quanto la squadra ha una sua identità ed incarna il significato di squadra. Noi in questo momento siamo troppo altalenati. Spesso l'energia positiva si apprende da quello che viene fatto bene in attacco. Martedì abbiamo tirato con il 16% da 3 e il 50% ai liberi, perdendo 21 palloni. Difficile prendere energia positiva e reagire, per quanto dobbiamo farlo, in campo poi ci sono momenti in cui facciamo fatica a trovare punti di riferimento, ancor di più se quelli che contro Pesaro non riescono a ripetersi e quindi devono essere protagonisti altri giocatori. Credo che l'energia positiva genera energia positiva, l'ambiente è vero che va trascinato, ma non è un ambiente che aiuta, le assenze, non è una scusa ma è un insieme di cose che certamente non ci fanno stare tranquilli perché comunque non siamo stupidi, non siamo ciechi, non siamo contenti io per primo".

Guardando un po' l'andamento di tutte le partite, in difesa tutto sommato tenete, fate molta fatica a sbloccarvi in attacco?

"Infatti credo ci sia anche un problema di tranquillità nel far le cose e quindi tanti tiri aperti che vengono costruiti e che onestamente sono tiri che tutti i giocatori hanno nelle loro mani. Come onestamente anche nei tiri liberi, credo che quest'anno abbiamo una percentuale imbarazzante. Credo che sia più che altro una componente mentale e quindi anche di produttività offensiva. Che va ad allegarsi a quello che ti dicevo prima non a caso anche martedì lo strappo l'abbiamo fatto con difesa, contropiede, contropiede, contropiede, schiacciata, contropiede, tre punti, che è un po' quello che alimenta l'energia. Dobbiamo avere un po' di pazienza che tutti trovino quell'amalgama che permette di avere una maggiore qualità nei momenti che contano."

Sabato sera troverai due vecchie conoscenze?

"Si, due vecchie conoscenze. Tutte e due ex giocatori nostri che stanno facendo bene. Wes è rientrato dopo un paio di giornate d'infortunio. Jeremy è un giocatore al quale abbiamo voluto bene che ci ha dato molto a noi come squadra, come spogliatoio, alla Reyer, inseme abbiamo vinto un titolo, un giocatore che resta sempre nel nostro cuore."

Il fatto di giocare così spesso da una parte può impedirti di stare li a rimuginare sulla partita precedente?

"E' sempre un arma a doppio taglio. Nel senso da una parte ti permette di cancellare la partita precedente e avere un'altra occasione per riprovare a fare cose diverse, dall'altra parte soprattutto per le trasferte così lontane e tanto collegate, c'è poco tempo per allenarsi, se nel mezzo ci sono anche situazioni fisiche difficili, diventa un po' un cane che si morde la coda. Quindi un po' tutte e due le cose, un po' il fatto che c'è il vantaggio di rigiocare subito. Ma allo stesso tempo per come alleno io, una buona parte del lavoro lo faccio svolgere in palestra, la difficoltà magari anche in questi momenti, dove devi trovare situazioni diverse, match-up diversi la difficoltà di non poterlo fare tanto in allenamento."

Ormai sono tanti anni che sei capo allenatore. Questo è l'anno che stai trovando più difficoltà all'inizio?

"No, anche l'anno del primo scudetto ha avuto un inizio difficile. Ogni hanno è difficile, è naturale che l'anno scorso abbiamo tenuto 8-9/12 della squadra precedente e abbiamo riconfermato quasi tutti, quindi c'era poco da amalgamare. Quando devi inserire un giocatore solo, fai molto prima. Ci sono tante situazioni da incastrare bene, non c'è solo un discorso tecnico di affinità, ci sono tante dinamiche che in un gruppo devono allinearsi per fare la famosa chimica, che poi delle volte va per conto suo, delle volte cerchi di farla, delle volte non c'è.

Gli acciacchi sono sempre i soliti?

"Austin (Daye n.d.r), purtroppo Austin è mezzo malandato. Poi vediamo come staranno Jeff (Brooks n.d.r) che ha il solito problema di schiena però dovrebbe essere disponibile, Martynas (Echodas n.d.r) invece sta meglio."

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