Venezia-Udinese, Nicola in conferenza: "Sarebbe bello trasformare il Penzo in un fortino"
Flavio Zane
In seguito alla partita di Serie A contro l'Udinese, ha parlato in conferenza stampa l'allenatore del Venezia, Davide Nicola. Di seguito le sue risposte ai giornalisti.
Battuti Napoli e Udinese con l'Inter che ha tremato. C'è una legge del Penzo?
"Magari riuscissimo, anche se i tifosi sicuramente lo meriterebbero per la mano che ci danno. Sarebbe bello trasformare questo stadio in un fortino e questo dipenderà dall'interpretazione che riusciremo a dare nelle partite e dalla capacità in cui verremmo a crescere sotto certi aspetti. Allo stesso tempo, non basta essere efficaci in casa e deve esserci una sorta di equilibrio tra ciò che produci in casa e quello che devi cercare di ottenere fuori. Per adesso abbiamo fatto cinque partite e i ragazzi hanno lavorato in maniera pazzesca. Questa sosta arriva con tre giorni di stacco di cui aveva bisogno da un punto di vista delle energie mentali, perché lavorare con me mi rendo conto possa essere un pò pesante. Però, abbiamo bisogno di progredire".
Nella conferenza stampa pre-partita, aveva detto che questa era una partita da vincere: quanta fiducia vi da questa vittoria?
"In realtà si dice sempre così. Magari contro una grande squadra nessuno si aspetta di fare dei punti, o meglio, c'è l'idea che, anche se non va come desideri, essendo una grande squadra va bene così. Invece, io preferisco pensare in modo diverso proprio perché queste partite sono difficili, per un discorso di coefficiente emotivo e perché incontri squadre tipo l'Udinese che, anche se adesso ha il tuo obiettivo, è una squadra strutturata da trent'anni in Serie A. Non sempre riesci a centrare la vittoria contro queste realtà e, quindi, devi essere bravo a racimolare dei punti. La partita di questa sera mi è piaciuta e proprio nella prima mezz'ora, nonostante l'alto coefficiente di difficoltà emotiva, la squadra si è espressa bene e con il coraggio che avevo chiesto. Mi piacerebbe, per una volta, nel momento che si creano 3-4 possibili occasioni, trovare il vantaggio lì, perché voglio vedere se si spostano gli equilibri emotivi anche per gli altri. Poi non fai gol, poi lo fai, lo prendi, sono ancora alti e bassi emotivi".
In questa sosta potete lavorare anche su chi ha trovato meno minuti per provare ad aggiungere elementi?
"Dobbiamo continuare a costruire, dobbiamo progredire, migliorare ciò che stiamo facendo. L'interpretazione di ciò che stiamo facendo. Da quando sono arrivato abbiamo potuto recuperato Mazzocchi, Busio, che ha giocato due partite su tre da quando è rientrato, e ha recuperato Correia, che ha lavorato un paio di giorni, ma era convocato solo per stare con noi. Poi, ha giocato con continuità Helgason, ha avuto occasioni Lauberbach e gli altri, bene o male, stanno giocando. Abbiamo bisogno di integrare giocatori in più perché questo aumenta la competizione interna. C'è però anche un progetto tecnico tattico preciso e vedremo quando sarà l'ora di integrare altri giocatori con altre caratteristiche perché è più importante la squadra del singolo".
Sul gol dell'Udinese ha temuto un contraccolpo?
"Subisci il pareggio, sei 1-1 in casa con l'Udinese che in questo momento lotta per il tuo stesso obiettivo. Se facciamo una vittoria ma ne perdiamo otto, non serve a niente. Dobbiamo trovare la continuità giusta, vincendo con l'equilibrio; dobbiamo crearci una struttura organizzativa che va interpretata consolidando e migliorando quanto stiamo facendo. Dobbiamo migliorare tante cose e ora la strada è tracciata affinché la squadra capisca che è competitiva e che può lottare".
Che movimenti chiede ad Adams? Spesso anziché attaccare il primo palo si nasconde sul secondo palo.
"Io ho visto che Adams ama smarcarsi sul secondo palo. Se è un difetto? No, se poi qualcuno sul primo palo ci va. Bisogna capire che un conto è un cross fatto con palla nello spazio e in corsa, un altro è nel cross fatto in cui rientro. Vero che non sempre il primo palo era coperto, ma dobbiamo imparare ad occupare gli spazi quando attacchiamo dalle fasce laterali. Quando portiamo Yeboah in una certa posizione laterale, bisogna che altri vadano a sostituirlo. Comunque, non mi aspetto che facciamo tutto subito, ma miglioriamo".
Quanta fiducia vi dà questa vittoria?
"Si dice sempre così, mentre giocando contro una grande squadra nessuno si aspetta che tu faccia punti. Invece, preferisco pensare in modo diverso perché queste partite sono difficili per un discorso emotivo. Inoltre, perché incontri squadre come l'Udinese che, in questo momento, lotta per il nostro obiettivo, ma che è una squadra strutturata, fisica e non sempre riesci a vincere contro queste realtà. Quindi devi cercare di racimolare dei punti facendo la tua prestazione. Mi è piaciuta la prestazione perché nella prima mezz'ora la squadra si è espressa bene, con il coraggio giusto. Mi piacerebbe, quando si spinge bene nella prima mezz'ora creando 4-5 palle gol, trovare il vantaggio lì, voglio poi vedere se si spostano gli equilibri emotivi anche per gli altri. Invece non fai gol, poi lo fai e lo prendi, vedendo questi alti e bassi emotivi. Invece dobbiamo essere convinti del lavoro che stiamo facendo".


