9 giugno 1990, la guerriglia di Cagliari. Gli hooligans vengono gettati a mare
Il 9 giugno del 1990, a Cagliari, il calcio è protagonista laterale. Perché l'Italia vive l'entusiasmo delle "Notti Magiche" del Mondiale, ma nel capoluogo sardo si consuma una battaglia Le strade della città, in particolare il quartiere della Marina, diventano il teatro di violenti scontri tra hooligans inglesi e forze dell'ordine.
Per Italia '90, lo stadio Sant'Elia era stato scelto per ospitare le tre partite del girone F dell'Inghilterra: contro Irlanda, Olanda ed Egitto. Una decisione che, secondo quanto si disse all'epoca, rispondeva anche a una esigenza di ordine pubblico: tenere lontani dal continente gli hooligans britannici, considerati tra i più temuti d'Europa. Molti osservatori guardavano con preoccupazione al loro arrivo: soltanto cinque anni prima la tragedia dell'Heysel aveva segnato per sempre la storia del calcio europeo, causando 39 morti e oltre 600 feriti durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.
Il clima era teso e le prime tensioni non tardarono ad arrivare. Le schermaglie tra tifosi e forze dell'ordine si susseguirono nei giorni precedenti alle partite, fino a esplodere. Una ricostruzione parla di un episodio particolare: gli hooligans, arrivati con l'intenzione di mettere a ferro e fuoco la città, avrebbero trovato sulla loro strada non solo le forze dell'ordine ma anche gruppi di volontari sardi giunti da diverse zone dell'isola. Sarebbero stati proprio questi ultimi a respingere gli ultrà inglesi durante il tentativo di assalto al quartiere della Marina, arrivando in alcuni casi a scaraventarli direttamente in mare.






