25 luglio 1997, a Roma sbarca il Fenomeno Ronaldo. Per andare subito a Milano
Il 25 luglio del 1997 arriva a Fiumicino un Fenomeno. Volo intercontinentale, da Rio De Janeiro, che atterra alle otto di mattina. Poi c'è quello che parte con destinazione Milano. Indossa jeans neri e una camicia a quadri, testa la pioggia a Roma, mentre in Lombardia c'è il sole. All'aeroporto di Linate scende le scalette e si incammina verso il suo percorso all'Inter.
Il Fenomeno
È Luis Nazario da Lima, ai tempi Ronaldo. Attesissimo dalla gente che vuole un autografo dal miglior giocatore del Mondo, prossimo pallone d'oro, fresco vincitore della Coppa delle Coppe con il Barcellona e della Coppa America, da protagonista. Fra un anno ci sarà il Mondiale, così Ronaldo vuole fare benissimo. La sua giornata meneghina vede l'arrivo in un hotel con la sua fidanzata, Susana Werner, per poi pranzare con il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, oltre al direttore sportivo Sandro Mazzola e Luis Suarez. In via Durini si crea una folla che attende solamente il giocatore.
Affacciati alla finestra amore mio
ronaldo lo fa alle quattro di pomeriggio, esaltando chi era presente. Lancia un cappellino, mostra la sciarpa, con 1000 persone che lo venerano. Poi le foto di rito e i giornalisti. Inizia così l'avventura all'Inter del più costoso ai tempi: 48 miliardi più 5 di "compensazione" da parte della FIFA.






