Fiorentina: un 2023 da incorniciare! Italiano e un gruppo granitico
Partiamo dalla fine, con il Franchi in festa.
La Fiorentina sotto la Fiesole che canta la propria felicità: “Sei una squadra bellissima…”.
La vittoria sul Toro suggella un anno fantastico per i viola: vale il quarto posto in classifica (33 punti come il Milan aspettando i risultati di oggi) e ottavo risultato utile consecutivo, mettendo dentro tutte le competizioni (sono 5 le vittorie e 3 i pareggi). Ultima sconfitta a Milano il 25 novembre scorso (1-0).
La Fiorentina chiude al Franchi un anno solare fantastico con 70 punti all’attivo, mentre considerando tutto, cioè serie A e coppe, i viola hanno fabbricato 109 reti. E in attacco non hanno avuto Batistuta, nemmeno Toni, Mutu, Gilardino e Riganò… Così forse anche coloro che arricciavano il naso di fronte al lavoro di Italiano dovranno farsi due conti e ricredersi.
Un 2023 pazzesco sul campo, considerando le due finali raggiunte anche se non vinte. Ma siccome era dal 1961 che ciò non si verificava, il dato resta assai positivo.
Un “miracolo Italiano” certo e dei suoi uomini. Non pronti per realizzare un certo tipo di percorso, ma convinti a farlo benissimo. Vi pare poco? Noi giochiamo con le parole, compreso chi scrive: ci piace usare il sostantivo miracolo accanto al cognome dell’allenatore, ma evocare il trascendente non è del tutto giusto. Non ci sono miracoli, ma tanta fatica, organizzazione e idee di Vincenzo e il suo staff. C’è poi una squadra che ha dei limiti strutturali, ma che riesce sistematicamente a superarli. Se è bravo Italiano ad allenare, altrettanto abili sono i suoi giocatori a seguirlo recependo i principi di gioco. C’è un merito di Italiano che sfugge a molti: ha una rosa ampia, ma riesce a gestire gli uomini. Non è un fatto banale.
Lui e la Fiorentina hanno vinto qualcosa? Ancora nulla, ma siamo qui a stilare il bilancio 2023 e allora, battendo le mani a questo gruppo, snoccioliamo qualche numero perché i dati supportano la realtà. In campionato la Fiorentina ha chiuso 6 volte senza subire gol su 18 partite, ciò è un terzo del tragitto. Complessivamente le sfide con la rete non scossa sono 9 su 27 incontri da inizio stagione fino ad oggi. Indicatori precisi di una mutazione lenta, ma inequivocabile. Soprattutto nei tempi più recenti la Fiorentina ha finito le ultime 3 partite senza beccare gol. Tre indizi fanno una prova: con Verona, Monza e Torino questa squadra ha mostrato un cinismo che non le apparteneva.
Fiorentina concentrata, determinata e dotata di pazienza infinita. Italiano ha cambiato pelle alla squadra, quasi di nascosto… Non ci aveva avvertiti… Col Toro i viola hanno dato nel primo quarto d’ora addirittura il possesso palla dell’80% ai granata, una cosa inaudita per le abitudini di una formazione pensata per imporsi sempre. Poi, passo dopo passo, ha riconquistato metri e ha atteso il minuto 38 della ripresa per segnare con Ranieri, uno dei due bomber difensivi dei viola: insieme tra Serie A e coppe hanno firmato 9 gol.
L’assist è stato fatto da un altro difensore: Kayode. Sarà un caso? Macché, è il gioco di Italiano. Non ci sono centravanti che segnano o se lo fanno usano il contagocce; non ci sono esterni goleador, a parte Gonzalez, quindi bisogna arrangiarsi. Anche questa è la testimonianza che a Firenze il laboratorio di Italiano dà grandi frutti. L’allenatore da alcune gare finisce con 3 centrali difensivi. Altro segnale di un cambiamento. Questa Fiorentina accorta, ma che non rinuncia alla vocazione offensiva, se proseguirà sulla strada intrapresa di partite ne perderà poche.






