Franco Salerno e l'età d'oro del calcio materano
Ci sono storie destinate a rimanere scolpite nel tufo e nella memoria di un popolo, capaci di sfidare il tempo e il cambio delle generazioni. Quella di Franco Salerno e del suo F.B.C. Matera è senza dubbio la pagina più romantica del calcio lucano. Uomo politico di spicco, eletto Senatore della Repubblica, Salerno non è stato un semplice mecenate, ma il vero architetto di un sogno che sembrava impossibile: portare la provincia più profonda del Sud a sfidare i giganti del calcio italiano.
Carmelo Francesco "Franco" Salerno nacque a Montescaglioso il 9 settembre 1925 e si spense a Matera il 17 ottobre 1998, all'età di 73 anni.
La notizia della sua morte colpì al cuore l'intera comunità lucana, scatenando un'ondata di commozione unanime che coinvolse istituzioni, tifosi e semplici cittadini. La città si strinse attorno alla famiglia in un lungo abbraccio collettivo, celebrando non solo lo stimato Senatore della Repubblica, ma colui che era diventato, a pieno titolo, il "Presidentissimo" eterno dell'identità materana
Per capire chi sia stato Franco Salerno, bisogna spogliarsi del calcio moderno, fatto di algoritmi e televisioni, e tornare a un’epoca in cui il presidente era il primo tifoso, il padre di famiglia e il custode dei sogni di un intero popolo.
Materano purosangue, Salerno aveva respirato lo sport cittadino fin da ragazzo, prima difendendo la porta delle squadre locali negli anni Quaranta e poi correndo con il fischietto in bocca come arbitro negli anni Cinquanta.
Ma il suo vero capolavoro inizia nel 1965 quando, raccogliendo un’eredità pesante, assume la guida del club.
Sarà l’inizio del regno più longevo, appassionato e vincente della storia biancazzurra, uomo colto, elegante e brillante esponente politico – capace di conquistare persino uno scranno al Senato della Repubblica –, Salerno non ha mai permesso alla politica di allontanarlo dal richiamo dell'erba tagliata.
Spesso lo si vedeva lì, seduto sulla panchina di legno accanto ai suoi allenatori, a soffrire e a gioire con la sigaretta tra le dita.
Una passione viscerale, una dinastia del cuore che non si è mai interrotta: proprio in questi giorni d'estate del 2026, il nipote Silvio, portiere come il nonno, ha firmato per il Matera 1933, riportando quel cognome leggendario a difendere i pali della squadra cittadina
Il cammino di Salerno è stato un capolavoro di intuito e competenza.
Senza i miliardi dei grandi industriali del Nord, ma con una capacità straordinaria nello scoprire talenti sconosciuti, il "Presidentissimo" ha scalato le categorie una a una.
Il primo squillo arriva nella stagione 1967-1968, con la storica promozione in Serie C strappata al blasonato Savoia. Poi, dopo una dolorosa caduta, la rinascita del 1976 e, infine, l’apoteosi del 1979.
Guidati in panchina dal vulcanico Franco Dibenedetto, i biancazzurri superano ogni record: battendo il Campobasso all'ultima giornata, il Matera vince il campionato di Serie C1 e vola, per la prima volta, nel paradiso della Serie B.
La città dei Sassi, per anni isolata geograficamente e culturalmente, si ritrova di colpo sulle prime pagine dei quotidiani nazionali.
Il punto più alto, la notte in cui il sogno è diventato eternità, resta quella del 18 novembre 1979.
Il piccolo Matera si presenta allo stadio "Luigi Ferraris" di Genova per sfidare la gloriosa Sampdoria.
Sembra Davide contro Golia, ma il campo decide diversamente: una rete di Giuseppe Raffaele firma lo storico 1-0 per i lucani, regalando una gioia che ancora oggi fa tremare i polsi ai vecchi tifosi.
Franco Salerno ha dimostrato al mondo che si poteva fare grande calcio rispettando l'identità di un territorio.
Il suo addio nell'87 ha chiuso un'era irripetibile, ma la città non lo ha mai dimenticato.
Oggi, chiunque entri a sostenere i colori biancazzurri cammina nel suo mito, varcando i cancelli dello Stadio XXI Settembre-Franco Salerno, la casa del calcio lucano che porta per sempre il nome del suo eterno custode..
Suo figlio Nicola, venuto a mancare nel febbraio 2026, è stato direttore sportivo con una carriera in diversi club di Serie B e Serie A. Sua figlia Antonia è dirigente scolastica che, attualmente, dirige l'lTCG "Loperfido-Olivetti" di Matera.






