Bakker e i Sulemana: l'Atalanta ha pochi esuberi e non servono grandi incassi
È un'estate di rifondazione in casa Atalanta, al secondo anno dell'Era Post Gasperini potrebbe davvero cambiare volto quella Dea che nella scorsa stagione si era invece forse ripromessa fin troppo di non abbandonare la filosofia del decennio precedente, che le aveva permesso di dotarsi di grandi e resistenti ali e di prendersi un posto costante ai vertici del movimento calcistico nostrano. Con Giuntoli in dirigenza al posto di D'Amico, ma soprattutto Sarri in panchina, è vera e propria rivoluzione. Anche tattica (4-3-3) e quindi di mercato, per quanto fino ad oggi i nerazzurri abbiano vissuto una finestra estiva piuttosto placida.
Bakker ha il cartellino 'vendesi'
Anche sul fronte degli esuberi non c'è la sensazione che nella rosa dell'Atalanta siano rimasti troppi giocatori 'in più' e da dover sistemare altrove. Qualcuno, comunque, lo si trova. Come per esempio Mitchel Bakker, arrivato tre anni fa dal Bayer Leverkusen con prospettive diverse rispetto a com'è poi andata, e oggi uno di quei giocatori per i quali la Dea è a caccia del miglior compratore possibile. Qualcuno si è informato, vedi per esempio il Celtic in Scozia, ma la sensazione è che per l'affondo ci sarà da aspettare gli ultimi giorni.
Anche i due Sulemana in uscita
Curiosità vuole che sul mercato ci siano anche entrambi i Sulemana della rosa atalantina. Il centrocampista Ibrahim, che lo scorso anno si è diviso tra i prestiti al Bologna prima e al Cagliari poi (non venendo riscattato) e l'esterno Kamaldeen, voluto al tempo da Juric e utilizzato poi anche da Palladino abbastanza spesso. Per entrambi possibile che ci sia in vista un'uscita all'interno di un affare a base prestito, magari negli ultimi giorni. Nessuno degli attuali esuberi dell'Atalanta ha l'aria di chi ti può regalare l'incasso da capogiro: va specificato come, a dirla tutta, i nerazzurri non ne abbiano neppure tutto questo bisogno.






