L'ultima corsa di Alex Fiorio, addio al campione gentiluomo. Mondo del rally e dello sport in lutto
Alessandro "Alex" Fiorio si è spento il 17 agosto 2026 all'età di 61 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dell'automobilismo internazionale.
L'ex pilota torinese, vicecampione del mondo di rally nel 1989 e figlio dello storico direttore sportivo di Lancia e Ferrari, Cesare Fiorio, è deceduto a causa di un tumore allo stomaco.
La notizia della sua scomparsa, confermata dalla famiglia e dall'Automobile Club d'Italia, arriva dopo mesi di coraggiosa e pubblica battaglia contro la malattia, che il campione aveva scelto di condividere apertamente con i propri sostenitori sui canali social.
Il mondo dei motori si ferma, si toglie il casco e si stringe in un silenzio carico di commozione. Alessandro "Alex" Fiorio non c'è più.
La corsa più difficile, quella contro un male incurabile scoperto solo pochi mesi fa, si è interrotta nella giornata di ieri, con lui se ne va un pezzo nobile, romantico e d'oro del motorsport italiano: un pilota capace di vincere con classe, di perdere con dignità e di affrontare l'avversario più spietato con il sorriso e l'onestà intellettuale che lo hanno sempre contraddistinto.
I messaggi di cordoglio arrivati dall'ACI e dai vertici della FIA descrivono perfettamente l'impatto di un uomo che è stato un punto di riferimento per intere generazioni di appassionati.
Dalle piste innevate alla polvere del WRC
Nato a Torino il 10 marzo 1965, il destino di Alex sembrava apparentemente segnato dal peso di un cognome importante, quello di papà Cesare, l'ingegnere dei trionfi Lancia e poi uomo forte della Gestione Sportiva Ferrari. Eppure, l'esordio sportivo di Alex non avviene tra i cordoli o i tornanti sterrati, ma sulla neve.Da ragazzo, Fiorio dimostra una coordinazione e una velocità innate che lo portano a laurearsi campione italiano giovanile di sci nelle discipline della discesa libera e dello slalom gigante. Ma il richiamo della benzina e della trazione integrale è troppo forte. Il richiamo di una passione che inizialmente tiene persino nascosta al padre, per dimostrare a se stesso – prima che agli altri – di poter valere qualcosa solo grazie al proprio piede destro.
L'epopea Lancia e l'apice mondiale
Il battesimo nel mondo dei rally avviene a metà degli anni Ottanta, ma è il 1987 l'anno della prima vera consacrazione globale: a bordo di una Lancia Delta, Alex si laurea Campione del Mondo nel Gruppo N (le vetture di produzione).
È il passaporto definitivo per la categoria regina.Inserito nella squadra del Jolly Club – la struttura satellite di Lancia ma di fatto un team di primissimo livello – Fiorio vive stagioni indimenticabili a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta:
Il podio iridato (1988): Conquista un clamoroso terzo posto assoluto nel Campionato del Mondo Piloti dietro alle Lancia ufficiali.
Vicecampione del Mondo (1989): È l'anno di grazia. Alex spinge la sua Lancia Delta Integrale oltre ogni limite, arrendendosi solo davanti al compagno di marca Miki Biasion.
Chiude la stagione al secondo posto nella classifica iridata, entrando di diritto nella leggenda dei rally.In totale, la sua carriera nel Mondiale WRC vanta 9 podi complessivi e una reputazione solidissima nelle gare più massacranti del pianeta, come il Rally del Safari in Africa, dove la resistenza dell'uomo contava più dei cavalli del motore.
Il dopo corse: la "Rally University" e la Puglia
Appeso il casco al chiodo dopo aver corso anche per scuderie ufficiali come Ford e Mitsubishi, Alex Fiorio non ha mai abbandonato la sua ragione di vita.
È rimasto nel giro come stimato dirigente sportivo, collaudatore e soprattutto come istruttore, fondando la Rally University per trasmettere ai giovani i segreti della guida sicura e della gestione della vettura in condizioni estreme.
Negli ultimi anni, si era trasferito in pianta stabile in Puglia, a Ceglie Messapica, dove insieme al padre Cesare gestiva con estrema dedizione e amore la Masseria Camarda.
Una struttura immersa negli ulivi secolari trasformata in un'eccellenza agrituristica e vitivinicola, in cui Alex accoglieva gli ospiti con la stessa affabilità e lo stesso stile che lo avevano reso il "pilota gentiluomo" del paddock mondiale.
Lascia la moglie Oxana e due figlie, oltre a un popolo di tifosi che non dimenticherà mai i suoi traversi d'autore.






