Giulio Dini: "Il ritorno al coraggioso turnover che mette in difficoltà i Viola"
Il ritorno ad un coraggioso turnover mette in difficoltà la Fiorentina e porta un pareggino contro una squadra rognosa, antipatica e con le idee molto chiare.
Certo che con la partita di campionato a Napoli tra tre giorni era doveroso risparmiare qualcuno (io non avrei fatto partire dall’inizio Nico e Bonaventura) ma le “seconde linee” hanno offerto in blocco una prestazione al di sotto di ogni più pessimistica previsione.
A questi si aggiunga Biraghi fisicamente in difficoltà ed un impresentabile che sta diventando un vero e proprio mistero del calcio.
La frittata era fatta fino a quando gli innesti hanno rimesso in piedi la squadra che, bisogna dirlo, se la gioca tutta fino in fondo.
Se in Italia ad agosto proponi il centravanti Varga (47 gol su 67 presenze in Ungheria ed un movimento che Jovic non ha mai fatto in una stagione intera, con buona pace della sorella) oppure il centrocampista tunisino Bem Romdhane, 18 squadre su 20 manco ti rispondono.
Siamo strani è un po’ presuntuosi, in effetti.
Avversari discreti ma battibili, dunque, anche se il pareggio è francamente giusto.
Non si vede Christensen e Terracciano torna alla sua classica versione Subbuteo.
Tra i misteri irrisolti c’è la sua posizione sul limite dell’area piccola quando la linea difensiva è sulla metà campo e gli avversari giocano palla sopra.
Parisi sta prendendo campo e confidenza e, ripeto, ne giocherà parecchie.
A Napoli era dura e dopo questa fatica eccessiva lo sarà ancor di più.
Non so su quale carro salire per cui monto sul 7 e torno a casa.






