Paolino su Bianconeranews.it: "E' un'altra Juve con Di Maria"
Corto muso o qualcosa di meglio con l'ingresso di Di Maria, la Juve vista a La Spezia è la stessa di sempre, ma per fortuna è tornata alla vittoria dopo il pareggio amaro e ingiusto di coppa. La classifica migliora ancora a differenza della coralità e della qualità del gioco. E comunque neppure contro lo Spezia, e a maggior ragione contro nessuna avversaria, i bianconeri possono permettersi di rinunciare contemporaneamente alla qualità di Chiesa e di Di Maria. Se il primo è rimasto a riposo in vista del Nantes – ieri sconfitto in campionato -, il secondo non sarebbe dovuto partire dalla panchina. Senza di loro la Juve perde una marcia di gioco: nel prendere il sopravvento e nell'arrivare in area di rigore.
Ancora una volta un tempo regalato agli avversari e un vuoto di personalità tra il primo gol e quello del raddoppio. Kean segna attorno alla mezzora nell'unico tiro (sporco) del primo tempo e non esulta prima di essere sommerso dagli abbracci dei compagni. I fischi dello Stadium sono ancora una ferita aperta. Il gol della tranquillità arriva a metà della ripresa e Allegri lo apparecchia bocciando Cuadrado e Paredes dopo un primo tempo impalpabile. La mossa azzeccata coincide comunque con l'innesto del “Fideo” e quello spaghetto a fil di palo cotto in appena dieci minuti dal suo ingresso. In mezzo alle due reti – con appena tre tiri totali nello specchio della porta – la paura di essere riacciuffati.
Allegri - Il problema non è il corto muso, ma l'impostazione del gioco che produce poche occasioni. Allegri a fine gara ha aggiunto un particolare non di poco conto: «Spesso siamo frettolosi e isterici nel passare la palla, mentre con Di Maria questo problema non c'è». Considerazione non equivocabile e che riporta l'attenzione sul tasso tecnico di un buon centrocampo, ma non di più senza un palleggiatore abile nel saltare le linee e capace di intuire il momento giusto per calciare a rete.
Scelte – Le scelte del mister si rispettano, ma si possono (devono) anche discutere se evidenziano qualche limite. Col Nantes il tridente ha funzionato e faticato, rinunciando ad esterni classici come Kostic e Cuadrado e alle geometrie pulite di Locatelli. Così come con lo Spezia, invece, giocando senza Chiesa e Di Maria si è notata la pochezza della manovra offensiva. Viene da chiedersi allora perché non gestire diversamente il turnover e addirittura l'impiego dei titolari. I giocatori citati sono gli unici capaci di produrre gioco, ognuno con le proprie caratteristiche: chi crossa, chi verticalizza, chi salta e punta l'uomo e chi sa anche calciare. È attorno a questi giocatori e alla loro eventuale alternanza, se necessaria, che bisogna costruire l'equilibrio di squadra.
Clean Sheat – La Juve vince e mantiene la porta inviolata per la quindicesima volta in questa stagione. Corto muso o no, penalizzazione o meno, questa squadra può fare molto di più anche solo per non annoiare i propri tifosi e non far diventare ripetitivi i nostri commenti.






