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Marcolini: “Arezzo-Ascoli, la corsa è aperta. Trapani? Spero finisca la stagione”TUTTO mercato WEB
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ieri alle 18:19Serie C
di Luca Bargellini

Marcolini: “Arezzo-Ascoli, la corsa è aperta. Trapani? Spero finisca la stagione”

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Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, l’allenatore Michele Marcolini ha analizzato il momento dei tre gironi di Serie C, soffermandosi sulla corsa alla promozione, sul livello del campionato e su alcuni temi d’attualità come l’introduzione del FVS e la situazione del Trapani. Mister, trentesima giornata in archivio e otto gare alla fine. Nel Girone A la situazione sembra definita con il Vicenza: può accadere lo stesso nel Girone C con il Benevento dopo il +10 e la vittoria nel derby col Catania? “Sicuramente l’ultima partita ha dato una grande spallata. Gli scontri diretti, soprattutto quando mancano poche gare alla fine, valgono doppio. Se il Benevento manterrà più o meno il ritmo avuto finora, anche leggermente inferiore, la vittoria del girone può essere quasi assicurata. È chiaro che fino alla fine bisognerà combattere, ma quello che ha dimostrato la squadra finora è sotto gli occhi di tutti. Dopo il successo nel derby direi che è la grande favorita e ormai ci sono pochi dubbi”. Nel Girone B invece la situazione si è riaperta: l’Arezzo ha rallentato e l’Ascoli è tornato a -4. La lotta per la promozione diretta è ancora aperta? “Sì, perché non ci sono distacchi così ampi da poter chiudere il discorso. L’Ascoli, che secondo me è la squadra che ha espresso il miglior gioco del girone, dopo un momento di calo si è ripreso alla grande. Vincere un derby fuori casa come quello contro l’Ancona dà una spinta enorme, non solo in classifica ma anche a livello mentale. Per questo credo che si combatterà fino alla fine”. Con 30 giornate alle spalle si può fare anche un bilancio sul livello tecnico della Serie C. Come valuta lo stato di salute del campionato? “Il gioco è lo stesso ma la qualità fa la differenza, quindi è difficile paragonare la Serie C alla Serie A o alla Serie B. Incidono molto anche le strutture: giocare in stadi con campi perfetti aiuta ad alzare il livello del gioco. Quando invece trovi terreni difficili o sintetici di vecchia generazione diventa tutto più complicato. Detto questo, in Serie C ci sono tanti giocatori interessanti. Lo dimostrano anche i progetti delle seconde squadre dei grandi club: se fosse un campionato povero di talento non avrebbe senso investirci. È un torneo duro, molto competitivo, ma proprio per questo rappresenta un banco di prova importante per i giovani”. Spesso però si parla di partite “sporche” in Serie C. È una caratteristica inevitabile? “Succede perché spesso l’intensità e l’aggressività vanno di pari passo con la qualità tecnica. Non tutte le partite garantiscono grande spettacolo, ma vale anche in Serie A. In Serie C si vede tanta foga e tante gare combattute. Fa parte della natura di questo campionato”. La convince l’FVS, il cosiddetto “Var a chiamata”, introdotto in via sperimentale in Serie C? “Sono favorevole alla tecnologia se utilizzata nel modo giusto. In Italia però facciamo ancora fatica anche con il VAR tradizionale, soprattutto nell’interpretazione del protocollo. In Serie C l’introduzione dell’FVS secondo me è stata positiva. Quello che non mi piace sono le scenette che si creano ogni volta che viene chiamato: si formano capannelli di giocatori e dirigenti e non è una bella immagine. Andrebbe gestito meglio, magari isolando di più la postazione video. Però dal punto di vista tecnico può aiutare, anche se inevitabilmente spezzetta il gioco”. Un’ultima domanda sul Girone C e sul Trapani, dove gioca suo figlio Diego, in una stagione complicata tra vicende societarie e la possibile penalizzazione. “Credo che in questo momento ci sia solo da aspettare il 9 e capire cosa succederà. Giocare con la spada di Damocle di una penalizzazione pesante non è semplice per nessuno e la squadra probabilmente ne ha risentito. Io la vivo da genitore e da tifoso: mi auguro che il Trapani possa concludere la stagione senza altri problemi, perché interromperla sarebbe un colpo duro per tutti. Poi per queste questioni ci sono i tribunali sportivi che decideranno. Il mondo del calcio dovrà accettare la decisione che verrà presa”.