Palladino a Sky: "Pari giusto in una gara sporca, ma un mese fa l'avremmo persa. Raspadori? Un jolly prezioso"
PISA-ATALANTA 1-1 (p.t. 0-0)
83' Krstovic (A), 87' Durosinmi (P)
La striscia di vittorie si ferma sotto la Torre Pendente, ma l'Atalanta torna da Pisa con un punto che sa di maturità. In una serata definita "sporca" e complicata, contro un avversario scorbutico e fisico, la Dea non brilla come nelle recenti uscite ma dimostra di aver imparato la lezione del passato, evitando la sconfitta in una gara che, fino a poche settimane fa, avrebbe probabilmente perso. Raffaele Palladino, ai microfoni di Sky Sport, non cerca alibi: ammette il passo indietro sul piano della prestazione, specialmente in un primo tempo regalato agli avversari, ma valorizza la reazione della ripresa e la capacità della squadra di adattarsi. Il tecnico offre poi un'interessante disamina tattica sui cambi offensivi – con l'esordio di Raspadori e l'ingresso decisivo di Krstovic – che hanno permesso di scardinare il fortino toscano. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, al di là del pareggio che è il primo della sua gestione dopo 13 partite, c'è un velo di delusione per una prestazione che sembra rappresentare un passo indietro rispetto alle ultime uscite scintillanti? Che spiegazione si dà a caldo?
«Non mi nascondo, sapevamo perfettamente che sarebbe stata una partita difficile su un campo complicato, dove anche le grandi squadre hanno fatto fatica. Avevamo preparato la gara sapendo che sarebbe stata "sporca", fatta di tante palle lunghe, duelli aerei e seconde palle. Purtroppo, penso che abbiamo regalato il primo tempo: non siamo entrati con lo spirito giusto. Ci è mancato l'impatto fisico necessario per queste sfide, lasciando l'inerzia della gara a favore del Pisa. Nel secondo tempo, invece, abbiamo fatto meglio: siamo rientrati con un altro piglio, un altro spirito, e abbiamo avuto la bravura di stare dentro la partita, riuscendo a sbloccarla. Poi il Pisa ha pareggiato meritatamente, credo che l'1-1 sia il risultato più giusto. Se voglio guardare il lato positivo, dico che probabilmente un mese e mezzo fa una partita del genere l'avremmo persa, come successo a Verona; oggi invece portiamo a casa un punto positivo che dà continuità ai nostri risultati».
La squadra ha avuto la sua fiammata migliore a inizio ripresa con i primi cambi, poi però l'intensità è calata nuovamente. È mancata quella continuità agonistica che vi aveva contraddistinto ultimamente?
«Sì, ci è mancato esattamente questo. E voglio precisare che non è una questione tecnico-tattica, non esistono sistemi di gioco che tengano in questi casi. Qui si tratta di capire il tipo di partita, di sapersi calare nella realtà del match e di "sporcarsi" le mani quando serve. Stiamo crescendo sotto questo aspetto, stiamo imparando ad affrontare queste gare, ma sicuramente dobbiamo migliorare ancora molto quando incontriamo questo tipo di avversari e di contesti».
Abbiamo visto l'esordio di Raspadori, entrato inizialmente da centravanti. Nella sua idea tattica, come ha intenzione di impiegarlo? Può coesistere in un tridente puro o sarà un jolly tattico?
«Jack è un giocatore straordinario perché polivalente. Può fare la prima punta, come successo oggi appena entrato al posto di Scamacca, ma può fare tranquillamente il trequartista sia a destra che a sinistra. Anche nel 4-2-3-1 lo vedo benissimo sottopunta. La sua caratteristica principale è saper giocare "dentro" al campo, legando il gioco. È una risorsa preziosa perché mi offre tantissime soluzioni tattiche diverse».
Walter Zenga da studio le chiede una curiosità tattica sui cambi: ha tolto un 9 come Scamacca per inserire Raspadori, salvo poi, dieci minuti dopo, inserire nuovamente un centravanti di ruolo come Krstovic, che ha poi trovato il gol. Qual è stata la lettura che l'ha portata a questo doppio cambio di assetto in corsa?
«L'intenzione iniziale era quella di aprire la loro difesa a cinque. Ho provato prima con Jack da centravanti per cercare di entrare nelle zone centrali col fraseggio, ma non ci riuscivamo perché i loro difensori erano fisicamente dominanti e ci sporcavano le giocate tra le linee di Zalewski, De Ketelaere e dello stesso Raspadori. A quel punto ho cambiato strategia: ho abbassato i quinti passando a una difesa a quattro, ho allargato i trequartisti per dare ampiezza sulle fasce e ho lasciato Jack a galleggiare tra le linee. Questa mossa ci ha permesso di entrare meglio dalle corsie laterali e infatti è arrivato il gol. Abbiamo avuto anche le occasioni per vincerla, ma il rammarico non cancella il fatto che sia un pareggio meritato».
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