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Il tesoro della Dea: la Champions vale già 63 milioni (più il botteghino). I conti sorridono nonostante l'ultimo tonfo di Champions
Oggi alle 08:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Il tesoro della Dea: la Champions vale già 63 milioni (più il botteghino). I conti sorridono nonostante l'ultimo tonfo di Champions

Tra premi UEFA, market pool e incassi da stadio, il percorso europeo garantisce un "tesoretto" mostruoso. Superata la quota dei quarti 2020, anche se l'anno scorso andò meglio.

Se il campo ha lasciato l'amaro in bocca per la mancata qualificazione diretta agli ottavi, le casse societarie possono invece festeggiare. L'avventura dell'Atalanta nella prima fase della Champions League 2025/26 si chiude con un bilancio economico straordinario: oltre 63 milioni di euro (63,058 per la precisione) sono già stati maturati come premi UEFA. Una cifra imponente, arrivata nonostante le tre sconfitte incassate contro PSG, Athletic Bilbao e Union Saint-Gilloise, che conferma come la massima competizione continentale sia il vero motore finanziario del calcio moderno.

IL CONFRONTO STORICO E L'AUMENTO DEL MONTEPREMI - Per comprendere la portata di queste cifre, basta guardare al passato. Nella mitica stagione 2019/20, quella dei quarti di finale a Lisbona, il bonifico da Nyon si fermò ad "appena" 56,54 milioni. La differenza sta nell'esplosione dei ricavi UEFA: se allora il montepremi totale era di 2,064 miliardi, nell'ultimo biennio è salito a 2,458 miliardi. Rispetto alla scorsa stagione, invece, c'è un leggero calo: un anno fa, grazie al 9° posto nel girone (frutto di 4 vittorie e 3 pareggi), il bottino superò i 67 milioni. Quest'anno il 15° posto finale ha "limato" leggermente i premi di piazzamento, ma la sostanza resta ricchissima.

LE VOCI NEL DETTAGLIO: DAL CAMPO AL PIAZZAMENTO - Come si arriva ai 63 milioni? La base è il gettone di partecipazione, che da solo vale 18,62 milioni. Poi c'è il rendimento sul campo: le 4 vittorie (Bruges, Marsiglia, Eintracht, Chelsea) hanno fruttato 2,1 milioni l'una (totale 8,4 milioni), mentre il pareggio con lo Slavia ha portato 700 mila euro. Il piazzamento finale al 15° posto nel maxi-girone ha garantito un bonus di 6,05 milioni, a cui si somma un ulteriore milione per essere rientrati nella fascia dal 9° al 16° posto. Inoltre, la partecipazione ai playoff vale un altro milione di euro automatico.

L'AVANZO DEI PAREGGI E IL VALUE PILLAR - Nei meandri del regolamento UEFA ci sono altre entrate "nascoste" - spiega nel dettaglio stamane L'Eco di Bergamo -. C'è la redistribuzione dei soldi non assegnati nei pareggi (quando le squadre pareggiano, avanzano 700mila euro dal montepremi della singola gara): con 25 pareggi totali nel girone, l'Atalanta, grazie alle sue 4 vittorie, si è portata a casa una fetta di torta extra pari a circa 588 mila euro. Infine, la voce più corposa dopo la partecipazione è il cosiddetto Value Pillar (ex market pool e ranking storico). La parte "Europea" (legata ai diritti tv e al ranking quinquennale) ha portato nelle casse orobiche circa 20,5 milioni (meno di Inter e Juve per via dello storico recente), mentre la parte "Non Europea" ha garantito altri 6,2 milioni.

IL FATTORE NEW BALANCE ARENA: VERSO I 70 MILIONI - Ai 63 milioni di premi puri vanno aggiunti i ricavi da stadio. Le quattro sfide casalinghe alla New Balance Arena hanno generato un incasso al botteghino di 3,444 milioni di euro. Il totale provvisorio tocca quindi quota 67,5 milioni. E non è finita: la gara di ritorno dei playoff, prevista a Bergamo a fine febbraio, dovrebbe portare in dote un altro milione abbondante, avvicinando il totale complessivo alla soglia psicologica dei 70 milioni di euro. Un patrimonio fondamentale per garantire continuità al progetto e, perché no, intervenire sul mercato.

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