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Carnesecchi, mani d'acciaio e cuore d'oro: «Spiace per Nico Paz». Il retroscena sul rigore: «Ho avuto un flash»
Oggi alle 07:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Carnesecchi, mani d'acciaio e cuore d'oro: «Spiace per Nico Paz». Il retroscena sul rigore: «Ho avuto un flash»

Il portiere decisivo al Sinigaglia: 3 rigori parati su 4 in stagione. L'abbraccio all'avversario e i numeri da urlo che stregano Bonucci e Gattuso

Prima di narrare il notevole pomeriggio tra i pali, è giusto soffermarsi sull’anima di Marco Carnesecchi. A fine partita, dopo aver parato tutto (ambizioni del Como comprese), il numero uno nerazzurro ha avuto un pensiero da campione vero per l'avversario, mostrando un'empatia rara: «Voglio mandare un grosso abbraccio a Nico Paz perché è veramente un giocatore straordinario e quasi mi dispiace che sia capitato a lui di sbagliare». Un gesto di grande spessore umano che va oltre il risultato del campo.

PARA-RIGORI - Tra i pali, però, nessuna pietà. Carnesecchi ha frantumato ogni dardo comasco, compreso il rigore decisivo al 98’. I dati sono impressionanti: è il terzo rigore parato in questa stagione sui quattro affrontati (75% di successo). Solo Domenico Berardi è riuscito a segnarlo, mentre prima di Paz si erano arresi Duvan Zapata e Bradley Barcola in Champions. Il segreto? Un ricordo improvviso: «Mentre ero sul dischetto mi è tornato in mente un flash del passato: mi sono ricordato di quando ho giocato qui con la Cremonese nell’anno della promozione in A. In quell’occasione non mi ero tuffato in quell’angolo e non ero riuscito a prenderlo. Così mi sono detto: “Stavolta buttati lì”. Ho avuto anche fortuna».

MURO INVALICABILE - La prestazione di Carnesecchi ha scavalcato le statistiche - rimarca La Gazzetta dello Sport -. Il Como aveva prodotto ben 2.04 expected goals, ma la realtà ha detto 0-0. «Vedere i miei compagni mettere in campo questo spirito per coprire l’inferiorità numerica è un motivo di orgoglio», ha spiegato il portiere. Con quella di ieri sono diventate 12 su 30 le partite stagionali chiuse senza subire gol (9 in campionato e 3 in Champions). Una prova straordinaria sotto gli occhi di Leonardo Bonucci in tribuna, un messaggio forte anche per il ct Rino Gattuso.

FAME DI CRESCITA - Nonostante stia vivendo la stagione migliore della carriera, Marco non si sente arrivato: «Sono ancora giovane e ho tantissimo da imparare. Guardo i colleghi e cerco di rubare segreti perché credo che il “momento migliore” non esista mai, bisogna sempre lavorare per superarsi». L'obiettivo è restare nel giro della Nazionale per il Mondiale tra sei mesi, ma prima c'è un febbraio di fuoco con l'Atalanta: giovedì arriva la Juventus in Coppa Italia, poi la sfida del cuore contro la Cremonese.

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