La Dea apre le porte alla crisi grigiorossa: alla New Balance Arena arriva una Cremonese ferita
Le luci della New Balance Arena si accendono alle 18.30 per una sfida che nasconde insidie ben diverse da quelle dell'andata. Se a ottobre la Cremonese aveva fermato la Dea sull'1-1 allo Zini cavalcando l'onda dell'entusiasmo, la squadra che si presenterà stasera a Bergamo è un animale ferito, trasformato dalla necessità di sopravvivere e dall'urgenza di una classifica che si è fatta pesante. L'Atalanta dovrà guardarsi non dalla spensieratezza, ma dalla disperazione di un avversario che ha cambiato pelle per tentare di salvarsi.
PARABOLA DISCENDENTE – Dimenticate la squadra capace di espugnare San Siro a inizio stagione. La Cremonese di oggi vive una crisi profonda: la vittoria manca dal 7 dicembre scorso (2-0 sul Lecce) e il 2026 non ha ancora regalato sorrisi pieni. Nelle ultime nove uscite, la truppa di Nicola ha raccolto le briciole: appena tre punti, frutto di pareggi sofferti, intervallati da sei sconfitte pesanti contro le big del campionato. Un crollo verticale che ha minato le certezze di un gruppo partito con ben altre premesse.
L'ATTACCO INCEPPATO – Il dato più allarmante per gli ospiti - descrive L'Eco di Bergamo -, e rassicurante per la retroguardia nerazzurra, è la sterilità offensiva. Quella che era la coppia rivelazione, Vardy-Bonazzoli, ha le polveri bagnate: entrambi fermi a 5 reti, non riescono più a incidere. I numeri sono impietosi: solo due gol realizzati nelle ultime nove gare, entrambi nel pareggio contro il Cagliari. Le alternative non hanno aiutato: Sanabria è l'ombra di sé stesso e Moumbagna, arrivato per spaccare le partite, è rimasto ai margini per problemi fisici.
RIVOLUZIONE FISICA – Davide Nicola, maestro delle salvezze impossibili, ha cercato la cura nel mercato di gennaio, iniettando muscoli e centimetri nell'organico. L'arrivo di Djuric dal Parma offre un'alternativa tattica fondamentale: la palla alta e la spizzata per i compagni, una soluzione che mancava per supportare Vardy. In difesa Luperto ha portato esperienza, mentre a centrocampo gli innesti di Thorsby e Maleh garantiscono legna e inserimenti. È una Cremonese meno bella, forse, ma decisamente più "rocciosa".
LA PARTITA A SCACCHI – Tatticamente ci si aspetta il solito 3-5-2 molto denso, marchio di fabbrica del tecnico piemontese. Tuttavia, peserà come un macigno l'assenza di Bondo in mezzo al campo, che priverà gli ospiti di aggressività e dinamismo nel recupero palla. Per l'Atalanta la missione è chiara: imporre ritmi alti fin dal primo minuto, sfruttare la spinta del pubblico di casa e non permettere alla Cremonese di addormentare la partita. Contro un avversario che si chiuderà a riccio, la pazienza e la qualità nei duelli faranno la differenza.
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