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Capello sprona l'Atalanta: «Borussia corazzata, ma la rimonta non è un'utopia. Ecco come fare»
Oggi alle 07:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Capello sprona l'Atalanta: «Borussia corazzata, ma la rimonta non è un'utopia. Ecco come fare»

Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico analizza il momento delle italiane in Champions e traccia la rotta per gli uomini di Palladino

La strada che conduce ai quarti di finale di Champions League si è trasformata in un sentiero ripido e insidioso per le formazioni italiane, tutte chiamate a ribaltare i pesanti verdetti dell'andata. Eppure, nel momento di massima emergenza, c'è chi rifiuta categoricamente di alzare bandiera bianca. Fabio Capello, intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha passato al setaccio le chance di sopravvivenza delle nostre portacolori, focalizzando in particolar modo la propria lente d'ingrandimento sulla titanica impresa che attende la squadra bergamasca contro la corazzata tedesca.

IL VALORE DELL'AVVERSARIO - Ribaltare il passivo europeo è un'operazione complessa, ma guai a darla per spacciata in partenza. L'ex allenatore nutre grande fiducia nello scatto d'orgoglio delle squadre di Serie A, pur riconoscendo l'altissimo coefficiente di difficoltà dell'impegno nerazzurro. Sviscerando i pregi del Borussia Dortmund, l'opinionista non ha usato mezzi termini per descrivere la caratura dell'ostacolo. «Parliamo di una formazione estremamente completa, dotata di forza fisica e grande qualità tecnica, che sa stare in campo con autorevolezza», ha spiegato, ricordando come l'attuale secondo posto occupato in Bundesliga sia la cartina di tornasole perfetta per comprenderne il reale valore internazionale.

LA SPINTA DELLO STADIO - Per compiere il miracolo sportivo, Raffaele Palladino dovrà inevitabilmente aggrapparsi all'energia del proprio popolo. Nella visione tattica ed emotiva dell'esperto tecnico, il fattore ambientale giocherà un ruolo di primaria importanza. Trasformare l'impianto di casa in una vera e propria bolgia dovrà essere il primo passo per intimidire i teutonici e spingere i giocatori oltre i propri limiti. «Il fatto di giocare davanti al proprio pubblico sarà fondamentale: è di vitale importanza che i tifosi trascinino e aiutino la squadra dal primo all'ultimo minuto», ha sentenziato.

L'INCUBO DEI DUELLI - Dal punto di vista prettamente strategico, la vera spada di Damocle che pende sulla testa della Dea è legata alla proverbiale aggressività del suo sistema difensivo. Affrontare a viso aperto i gialloneri nasconde insidie letali. «Il problema principale dell'Atalanta sarà mantenere una soglia di attenzione altissima nel giocare uomo contro uomo contro avversari rapidissimi nell'uno contro uno», ha avvertito l'opinionista, evidenziando come la presenza di attaccanti difficili da arginare inneschi un «rischio altissimo di subire letali ripartenze in contropiede».

IL DOGMA INVALICABILE - Proprio per disinnescare queste minacce, la regola aurea per la notte di Champions è una sola e non ammette deroghe. Pur dovendo impostare una gara votata all'attacco per recuperare lo svantaggio accumulato in Germania, la retroguardia dovrà rasentare la perfezione assoluta. «La cosa in assoluto più importante, e questo vale per tutte le italiane impegnate, è non incassare reti, anche se la priorità resta quella di segnare per acciuffare la qualificazione», ha ribadito con estrema fermezza.

IL PESO DELLE ASSENZE - A complicare ulteriormente i piani di rimonta c'è però una situazione d'emergenza legata agli uomini chiave del reparto avanzato. Mancare all'appuntamento con la storia privi di pedine fondamentali rischia di azzoppare la fantasia necessaria per scardinare il muro tedesco. L'analisi si chiude infatti con un velo di amaro rimpianto per i grandi assenti della serata: «È un vero peccato non poter disporre di elementi come Raspadori e De Ketelaere. Da giocatori con le loro caratteristiche sarebbe potuta scaturire la scintilla di genio necessaria per sbloccare la partita».

L'impresa rasenta i contorni della leggenda, ma il calcio ha spesso dimostrato di sapersi beffare della logica. Ora spetta all'Atalanta tradurre queste indicazioni in furore agonistico, per trasformare una notte di apprensione in una serata indimenticabile.

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