Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / atalanta / Primo Piano
La sfida dei cervelli: l'eterno De Roon a caccia della storia sfida il faro LobotkaTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 08:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

La sfida dei cervelli: l'eterno De Roon a caccia della storia sfida il faro Lobotka

L'incrocio della New Balance Arena vivrà del duello a distanza tra i due insostituibili metronomi. L'olandese mette nel mirino lo storico primato di presenze di Bellini, mentre lo slovacco si conferma l'anima tattica imprescindibile per le geometrie

La supersfida della New Balance Arena tra l'Atalanta e il Napoli non si giocherà soltanto sui nervi, sui muscoli o sulle fiammate degli attaccanti, ma vivrà di una sofisticata partita a scacchi nel cuore della mediana. I veri protagonisti occulti, le menti pensanti a cui Raffaele Palladino e Antonio Conte hanno consegnato in via esclusiva le chiavi delle rispettive fuoriserie, portano i nomi di Marten de Roon e Stanislav Lobotka. Due architetti del gioco, due leader silenziosi chiamati a dettare i tempi di un match che nasconde un peso specifico enorme in chiave europea.

IL RICHIAMO DELLA LEGGENDA - L'olandese continua a gettare acqua sul fuoco, preferendo da buon bergamasco d'adozione concentrarsi sulla sostanza del campo piuttosto che sulle celebrazioni personali. Eppure, il traguardo che si staglia nitido all'orizzonte ha i contorni del mito assoluto. Con quattrocentoventisette gettoni all'attivo, il capitano nerazzurro si trova a un passo dal totem Gianpaolo Bellini, fermo a quota quattrocentotrentacinque. Scendendo in campo questo pomeriggio, il distacco si assottiglierebbe ad appena sette lunghezze, avvicinando a grandi falcate un primato destinato a riscrivere la storia della società orobica.

L'HIGHLANDER DI PALLADINO - Il tempo sembra essersi letteralmente fermato per il mediano di Zwijndrecht, pronto a spegnere le trentacinque candeline il prossimo ventinove marzo con la freschezza di un debuttante. I numeri stagionali fotografano una tenuta atletica sbalorditiva: escludendo l'estremo difensore Marco Carnesecchi, è lui il giocatore di movimento più spremuto in assoluto, con oltre duemilacinquecento minuti trascorsi sul prato verde. È la vera estensione cerebrale dell'allenatore campano, l'uomo incaricato di smistare palloni, abbassare o alzare i ritmi e coprire le falle, specialmente in un pomeriggio in cui il fedele scudiero Ederson potrebbe dover tirare il fiato a causa di un leggero affaticamento.

L'ANIMA PARTENOPEA - Sull'altra sponda della barricata - approfondisce La Gazzetta dello Sport -, i campani si affidano ciecamente alle intuizioni del proprio impareggiabile metronomo. Immaginare la formazione azzurra privata delle geometrie dello slovacco è un esercizio quasi impossibile: quando c'è si sente, quando manca il vuoto si percepisce in maniera drammatica. È lui il fulcro nevralgico attorno a cui ruota l'intero ecosistema di gioco, un regista finissimo che aveva già toccato vette sublimi sotto la precedente gestione di Luciano Spalletti e di cui ora l'attuale tecnico salentino non riesce e non vuole proprio fare a meno.

LA DIGA E LA COMFORT ZONE - La sua funzione sul terreno di gioco è spaventosamente chirurgica. Agisce da diga frangiflutti davanti alla retroguardia nei momenti di sofferenza collettiva, per poi trasformarsi istantaneamente nel primo lucidissimo innesco per le transizioni offensive. Da sedici turni a questa parte, la luce è tornata a risplendere a centrocampo, rimettendo a posto la testa della squadra nei passaggi a vuoto. Giocare al suo fianco si è trasformato in una rassicurante garanzia: avere accanto un equilibratore simile permette all'intera mediana, da Elmas a tutti gli altri interpreti, di esprimersi avvolti in una totale e produttiva comfort zone.

Due cervelli a confronto, due filosofie calcistiche destinate a collidere nel catino di Bergamo. Chi tra l'olandese e lo slovacco riuscirà a imporre le proprie geometrie, consegnerà con ogni probabilità alla propria squadra le chiavi per scardinare la partita.

© Riproduzione Riservata

© foto di www.imagephotoagency.it