Andrea Riscassi (Rai Sport): "Errori inaccettabili, ma contro il Bayern vedremo un'altra squadra. Kossounou? Ingiustificabile"
Andrea Riscassi non fa sconti. Intervenuto ai microfoni di BergamoTV nel post-partita in Mixed Zone della New Balance Arena, l'inviato di Rai Sport ha analizzato a fondo il pareggio per 2-2 maturato tra Atalanta e Udinese. Una prestazione che ha lasciato a desiderare sotto il profilo del ritmo e dell'attenzione, evidenziando una preoccupante tendenza a reagire solo dopo aver subìto l'iniziativa avversaria. Riscassi punta il dito contro i troppi errori tecnici in fase di palleggio e striglia alcuni singoli, in particolare Kossounou, sottolineando come le pressioni della piazza bergamasca inizino a farsi sentire. Nonostante tutto, il giornalista si dice fiducioso in vista del Bayern Monaco: questo passo falso potrebbe trasformarsi nella scossa perfetta per affrontare la corazzata tedesca. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
L'ANALISI DEL MATCH E IL PESO DELLE ASSENZE - «Dopo la vittoria in Champions League, la squadra si è un po' arenata e pesano sicuramente le assenze. Però anche oggi, se tieni il 65% del possesso palla e poi non tiri in porta, significa che qualcosa non va. Mi è piaciuto molto che finalmente, dopo non so quante giornate, si sia provato a giocare con le due punte. È chiaro che dietro la squadra ha ballato tantissimo e l'Udinese ha sfiorato più volte il terzo gol, che forse visto il finale avrebbe anche meritato. Però è una squadra in costruzione, ogni tanto slitta e perde punti di riferimento, quindi secondo me è andata bene così, perché il rischio di perdere due partite consecutive era altissimo. La squadra ci ha messo del suo, ha colpito una traversa con Scamacca già nel primo tempo e ci ha provato. Non si deve buttare via tutto da questa partita».
LA MANCANZA DI RITMO E LA REAZIONE TARDIVA - «È chiaro che si gioca undici contro undici e l'Udinese ha fatto una gara molto attenta, di pressing totale, finendo coi crampi per aver dato veramente il massimo. Per giocare contro formazioni così chiuse devi avere un ritmo più alto: devi verticalizzare subito, far girare velocemente la palla o fare cambi di gioco. Sono mancate tutte queste cose, per cui alla fine c'è stata una buona reazione, ma hai bisogno di un atteggiamento diverso. Non devi limitarti a reagire ai gol subiti, come è successo con la Lazio o col Sassuolo. Devi cercare di sbloccare le partite, quello è fondamentale. Soprattutto contro avversari che la mettono sul piano fisico e che lottano, devi lottare un po' di più anche tu».
ERRORI TECNICI INACCETTABILI ED EFFETTO BAYERN - «Essendo l'unica squadra rimasta impegnata su tre competizioni, inevitabilmente lo stai pagando dal punto di vista della lucidità, così come paghi le assenze, perché a pieno organico la storia potrebbe essere diversa. Però è anche vero che quando vedo sbagliare passaggi semplici da un giocatore all'altro mi innervosisco. Posso sbagliarli io a calcetto, ma loro fanno quello di mestiere e non possono commettere errori di sufficienza del genere: sono cose insopportabili. È bello che lottino e che arrivino al pareggio, ma nel complesso non credo che i ventimila del Gewiss stasera tornino a casa dicendo 'wow'. Sono però sicuro che questa prova deludente sarà un ottimo spunto verso il Bayern Monaco: contro di loro daranno il 150%, quindi non sono preoccupato in vista dell'Europa. Forse una vittoria oggi li avrebbe illusi. Arriveranno i tedeschi pensando di avere vita facile, e invece andrà bene così».
LE CRITICHE A KOSSOUNOU E IL PESO DELLA MAGLIA - «Kossounou è un giocatore che non riesco a inquadrare, perché è alto ma non salta di testa. Christensen, in occasione del gol, gli salta cinquanta centimetri sopra. Non è la prima volta che sbaglia questo tipo di approccio. Penso sia una questione di mentalità, perché il giocatore fisicamente c'è. Mi sembra che, essendo cresciuta l'Atalanta in questi anni, ci siano alcuni giocatori per i quali questa maglia inizia a pesare. Abbiamo visto come ha giocato Zaniolo stasera con l'Udinese e come giocava qui a Bergamo. Non è il Milan, l'Inter o la Juve, ma ti richiede un livello di attenzione altissimo. Non tutti quelli scesi in campo per i primi quarantacinque minuti hanno quel livello di concentrazione. A Kossounou quest'anno sta succedendo un po' troppo spesso. Mi auguro che nelle rotazioni si tenga conto del fatto che non è sempre concentratissimo. Se sbagli un passaggio non pressato è una roba ingiustificabile, e se non salti su un avversario prendi gol».
ATALANTA-UDINESE 2-2 (p.t. 0-1)
40' Kristensen (U), 55' Davis (U), 75' e 79' Scamacca (A)
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