Tegola Hien per la Svezia e per la Dea: il difensore abbandona il ritiro e salta la finale Mondiale
La sosta per gli impegni internazionali si trasforma in un vero e proprio incubo sportivo per Isak Hien. Il roccioso difensore in forza all'Atalanta è stato ufficialmente costretto ad alzare bandiera bianca, interrompendo anzitempo il proprio ritiro con la selezione svedese. Un epilogo amaro e inaspettato che lo priverà della possibilità di lottare sul prato verde nella partita più delicata dell'anno per il suo Paese.
IL KO E LA DIAGNOSI IMPLACABILE - Le scorie agonistiche del match disputato e vinto giovedì scorso hanno presentato un conto salatissimo. Il problema fisico accusato nel corso della sfida contro l'Ucraina si è infatti rivelato insormontabile, impedendo al centrale scandinavo di smaltire il dolore e proseguire il lavoro sul campo. La dolorosa decisione è diventata inevitabile nella giornata odierna, costringendo il giocatore a preparare i bagagli per abbandonare il gruppo.
IL SOGNO SPEZZATO A UN PASSO DAL TRAGUARDO - La defezione rappresenta un colpo durissimo per l'intera retroguardia gialloblù. La Nazionale svedese, rientrata in patria per affilare le armi a Stoccolma in vista della decisiva e infuocata finale di qualificazione in programma martedì contro la Polonia, dovrà rinunciare al suo baluardo difensivo. Lo staff tecnico ha peraltro già fatto sapere che non verrà convocato alcun sostituto d'emergenza per rimpiazzare il difensore orobico.
L'APPRENSIONE DI PALLADINO E DELLA NEW BALANCE ARENA - Le inevitabili ripercussioni di questo forfait si abbattono come un macigno anche sulle dinamiche del club bergamasco. Mister Raffaele Palladino e l'intero comparto medico attendono ora con il fiato sospeso il rientro del ragazzo in Italia per sottoporlo a esami clinici approfonditi. L'obiettivo è quantificare con assoluta esattezza l'entità del danno muscolare e i conseguenti tempi di recupero, sperando di poterlo riabbracciare il prima possibile per blindare nuovamente la difesa nelle notti caldissime della New Balance Arena.
Una corsa contro il tempo che inizia con il sapore amaro della resa, spezzando a metà il volo di un gladiatore diventato ormai imprescindibile sia con la maglia della propria nazione che con quella nerazzurra.
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