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Retroscena Atalanta, Piacentini a TA: "Trovammo uno spogliatoio devastato dopo Conte. Lanciare Consigli non fu facile"
Oggi alle 18:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
fonte Claudia Esposito

Retroscena Atalanta, Piacentini a TA: "Trovammo uno spogliatoio devastato dopo Conte. Lanciare Consigli non fu facile"

L'ex collaboratore di Mutti ripercorre l'amara stagione 2009-2010 a Bergamo, tra pressioni ambientali e scelte delicate tra i pali.

Arrivare a stagione in corso in una piazza esigente e trovarsi a gestire una situazione tecnica esplosiva non è mai semplice. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com, Giambattista Piacentini, ex preparatore dei portieri nerazzurro, ha riaperto l'album dei ricordi sulla tormentata annata 2009-2010, svelando i retroscena legati al post-Antonio Conte e alla spinosa gestione dell'alternanza in porta tra Ferdinando Coppola e un giovanissimo Andrea Consigli.

Quando siete arrivati a Bergamo sapevate che sarebbe stata dura?
«Sì, lo sapevamo. Dopo la parentesi di Conte, trovammo uno spogliatoio devastato, ma la squadra non era male. C’erano diversi buoni giocatori, vedi Doni e Tiribocchi. Abbiamo fatto anche qualche risultato positivo. Poi, nel finale di campionato, in una partita in casa contro una diretta concorrente, dopo dieci minuti espulsero Pellegrino, il nostro centrale, e da lì si è complicato tutto».

In un contesto così difficile e delicato, che lavoro aveva fatto sui portieri?
«Inizialmente ci siamo ritrovati in una situazione complicata. Quando siamo arrivati, Conte aveva da poco sostituito Consigli con Coppola. Cambiare nuovamente il portiere rischiava di creare ulteriori problemi. Siamo stati messi un po’ sulla graticola, perché inizialmente giocava Coppola e non Consigli, ma in quel momento non si poteva stravolgere tutto. Dovevamo leggere bene la situazione. Dopo alcune partite e dopo la gara di Genova, persa 1-0, abbiamo rimesso Consigli in porta. Si vedeva che aveva qualità, ma in quel momento non era ancora sufficientemente maturo tanto che l’anno dopo, in Serie B, commise qualche errore, com’è normale sia per un giovane. Poi è cresciuto ed è diventato il portiere che conosciamo».

Dinamiche complesse che dimostrano quanto il ruolo del preparatore vada ben oltre il semplice lavoro sul campo, intrecciandosi inevitabilmente con le pressioni della piazza e i delicati equilibri psicologici di uno spogliatoio in difficoltà.

LEGGI QUI - L’intervista integrale di Giambattista Piacentini ai microfoni esclusivi di TuttoAtalanta.com

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