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La notte magica dell'ex Ruggeri, l'Atletico elimina il Barça: "Ho lasciato tutto sul campo. Nazionale? Penso solo a lavorare e migliorarmi"
Oggi alle 00:44Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

La notte magica dell'ex Ruggeri, l'Atletico elimina il Barça: "Ho lasciato tutto sul campo. Nazionale? Penso solo a lavorare e migliorarmi"

L'esterno bergamasco, grande ex atalantino, analizza la storica qualificazione dell'Atletico Madrid alle semifinali di Champions League: dalla marcatura asfissiante su Lamine Yamal al sacrificio in campo con sei punti di sutura

Una notte da incorniciare, di quelle che definiscono la carriera di un giocatore. Matteo Ruggeri è tra gli eroi dell'Atletico Madrid che ha estromesso il Barcellona dalla Champions League, staccando il pass per le semifinali. L'esterno bergamasco, cresciuto nel vivaio dell'Atalanta, ha sfoderato una doppia prestazione monumentale, sublimata dall'aver letteralmente disinnescato un talento puro come Lamine Yamal. Presentatosi ai microfoni di Sky Sport, intervistato da Gianluca Di Marzio, con i segni tangibili della battaglia sportiva – sei punti di sutura al sopracciglio e il volto ancora sanguinante – Ruggeri ha raccontato le emozioni a caldo di un'impresa memorabile, dispensando elogi ai compagni e mantenendo la consueta umiltà anche di fronte alle domande su un possibile, e meritato, ritorno in Nazionale. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Matteo, hai sei punti di sutura sulla parte alta del sopracciglio e ancora tracce di sangue sul volto. Hai davvero lasciato tutto sul campo. È questa la notte più bella, il momento più alto della tua vita?
«Sì, penso proprio di sì, ma il discorso legato all'infortunio viene dopo. L'importante assoluto era portare a casa la qualificazione e ci siamo riusciti. Siamo immensamente contenti perché abbiamo lasciato davvero tutto sul campo, lottando su ogni pallone fino all'ultimo minuto. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto contro una squadra fortissima. Conoscevamo perfettamente le qualità del Barcellona, ma siamo stati bravi a limitarle e a trovare il gol che ci ha permesso di accedere alla semifinale».

Stai realizzando la portata dell'impresa? Sei in semifinale di Champions League dopo aver smarcato e annullato Lamine Yamal in due notti di fila.
«Penso che lo realizzerò davvero soltanto domani e nei prossimi giorni. Però ecco, sono felicissimo. Voglio ringraziare tutte le persone che mi sono sempre state vicino e che hanno creduto in me fin dall'inizio: la mia famiglia e i miei amici. Detto questo, il calcio va veloce e abbiamo già un'altra partita importantissima sabato. Da domani dovremo guardare avanti e pensare subito al prossimo impegno».

Quanto hai studiato Yamal prima di questa doppia sfida? Ieri lui diceva a mister Simeone di volere l'uno contro uno; in campo ci ha provato con te, ma di fatto non ti ha mai passato. Raccontaci questa marcatura speciale.
«Sappiamo tutti benissimo quali siano le sue qualità e che razza di giocatore sia. Però siamo stati bravi come squadra a limitarlo, non è stato soltanto merito mio. Questo grande lavoro in fase di non possesso ci ha poi permesso di spingerci in avanti e di trovare il gol, perché credo fermamente che se parti da una fase difensiva solida, inevitabilmente riesci ad attaccare anche meglio. Ci tengo a fargli i complimenti per il giocatore che è e per il talento che ha, gli auguro il meglio per la sua carriera».

Da studio sono arrivati tanti complimenti per la tua partita, soprattutto ripensando a quel meraviglioso assist che ha portato l'Atletico al secondo gol. Oltre a saper difendere in modo impeccabile, sei decisivo anche quando spingi in avanti.
«Grazie, grazie mille. Come dicevi tu, siamo stati bravi a contenere le loro eccellenti qualità offensive e da lì in poi siamo riusciti a indirizzare la partita nel verso giusto, mettendoli in seria difficoltà. Il Barcellona è una squadra che gioca benissimo a calcio, ma noi abbiamo difeso con grande ordine per poi farci trovare pronti a spingere in avanti con efficacia».

La speranza è che tu possa rivivere queste notti magiche anche con la Nazionale. Come hai vissuto le mancate convocazioni precedenti e quanta fame hai di riconquistare la maglia azzurra?
«Sinceramente penso soltanto a lavorare duro e a migliorarmi. La Nazionale è un traguardo che arriva di conseguenza alle prestazioni nel club. In passato il mister ha fatto giustamente le sue scelte; io devo unicamente pensare a dare il massimo e ad allenarmi giorno dopo giorno per cercare di raggiungere e meritare nuovamente la convocazione».

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