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Geometrie, muscoli e assalti: la guerra a centrocampo tra Cristante ed Ederson infiamma la supersfidaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 08:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Geometrie, muscoli e assalti: la guerra a centrocampo tra Cristante ed Ederson infiamma la supersfida

Nessun regista classico, ma incursori di gamba e sostanza. Le filosofie a confronto e il duello nevralgico che deciderà le sorti del big match

Nel calcio iper-dinamico e aggressivo predicato da Gian Piero Gasperini, la figura del classico regista dai piedi fatati ha ceduto da tempo il passo a incursori capaci di unire volume, strappi e inserimenti letali. È proprio attorno a questa filosofia che si accenderà il duello nevralgico della supersfida imminente: da una parte Bryan Cristante, pretoriano ritrovato del tecnico di Grugliasco nella Capitale, dall'altra Ederson, il motore inesauribile dell'Atalanta ora passata sotto la saggia guida di Raffaele Palladino.

IL MANIFESTO TATTICO - «Non c’è bisogno di avere un illuminato che gioca tutti i palloni. Se deve passare la palla a cinque metri, posso darla anche io». Questa massima, coniata ai tempi della sua seconda avventura al Genoa, racchiude l'essenza del credo gasperiniano. Servono atleti di passo, abili nelle geometrie essenziali e dotati di quella vocazione all'assalto che impone di correre sempre in avanti, sia in fase di possesso che in ripiegamento difensivo. Un identikit che calza a pennello per i due giganti del centrocampo pronti a incrociare i tacchetti.

L'INVOLUZIONE E GLI ERRORI - Le traiettorie di forma dei due mediani appaiono tuttavia divergenti in questa delicatissima fase della stagione. Il centrocampista giallorosso, che nel corso dell'anno si è persino sacrificato in un inedito ruolo di centravanti arretrato per tessere le trame dal basso, sta attraversando un momento di appannamento atletico. Le recenti e fatali sbavature commesse contro l'Inter hanno lasciato il segno – come analizza La Gazzetta dello Sport – evidenziando un leggero e fisiologico calo di rendimento per un elemento comunque imprescindibile nello scacchiere capitolino.

IL MOTORE DELLA DEA - Sul fronte opposto, il brasiliano sta invece ritrovando i giri giusti del proprio inesauribile motore. Pur avendo smarrito parte di quell'efficacia devastante negli ultimi trenta metri che lo aveva reso un cecchino implacabile nelle scorse annate (un'involuzione realizzativa simile a quella vissuta da Charles De Ketelaere), il numero tredici nerazzurro resta l'anima pulsante della squadra. Con un fido scudiero come Marten De Roon incaricato di sbrigare il lavoro sporco e garantire le coperture preventive, le sgroppate palla al piede del sudamericano diventano l'arma tattica letale per infiammare le notti della New Balance Arena e far saltare il banco.

MINACCE COSTANTI IN AREA - La battaglia nel cuore del campo non si limiterà a un semplice lavoro di interdizione o di smistamento del pallone. Entrambi i contendenti possiedono nel proprio DNA la capacità di trasformarsi in attaccanti aggiunti: la prepotenza nel gioco aereo per il romanista e le mortifere percussioni centrali per l'atalantino rappresentano costanti spine nel fianco per le difese avversarie. Non saranno i classici numeri dieci illuminati dalla grazia tecnica, ma hanno tutte le carte in regola per accendere la luce e decidere la partita più attesa.

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