Magia mancina all'Olimpico: De Ketelaere sfida la Roma per riprendersi l'Atalanta
L'incrocio ad alta quota tra Roma e Atalanta promette scintille e giocate di altissima scuola, trasformando il prato dell'Olimpico nel palcoscenico ideale per i talenti più cristallini. In una gara che si preannuncia vibrante e ricca di spunti tattici, i riflettori saranno puntati sulle invenzioni individuali capaci di spaccare in due le difese avversarie.
FANTASIA AL POTERE - Senza poter contare sul mancino più illuminante ammirato in Serie A nell'ultima decade, ovvero il lungodegente Paulo Dybala la cui assenza pesa come un macigno sulle opzioni offensive capitoline, la qualità del match sarà preservata dall'estro di altri due formidabili piedi sinistri: Matias Soulé e Charles De Ketelaere. – come riporta La Gazzetta dello Sport – la strategia d'attacco della Dea orbiterà prevalentemente attorno alle intuizioni del belga, apparso in netta ripresa dopo il logorante stop forzato a cavallo tra febbraio e marzo. Il numero diciassette è chiamato a recuperare il terreno perduto rispetto alle precedenti annate sotto la gestione tecnica orobica: attualmente è fermo a sole tre marcature in campionato, un bottino misero se paragonato ai dieci centri del 2023-24 e ai sette della passata stagione.
LA MORSA DI HERMOSO - Il raggio d'azione del trequartista rimarrà fedele al copione, presidiando la trequarti di centrodestra sul fronte d'attacco. Proprio in quella delicata porzione di campo è previsto l'incrocio di spade con Mario Hermoso. Sulla presenza dello spagnolo aleggia ancora un piccolo dubbio legato a una fastidiosa pubalgia che lo ha costretto a gestirsi in settimana (con Daniele Ghilardi pronto a subentrare in caso di forfait), ma la maglia da titolare dovrebbe finire inesorabilmente sulle sue spalle. Tra le fila della retroguardia giallorossa, l'ex difensore madrileno è l'interprete che meglio ha assimilato il verbo tattico imposto dalla panchina, forte di un'aggressività e di un'attitudine difensiva forgiate per anni dal «Cholismo»: accorcia con ferocia sull'uomo ed esce forte in pressione anche a molti metri di distanza dalla porta difesa da Mile Svilar.
CHIAVE TATTICA - Questa tipologia di marcatura asfissiante è storicamente indigesta a De Ketelaere. Tuttavia, due anni di intensi allenamenti sui campi di Zingonia dovrebbero avergli garantito una solida immunità a questo genere di sollecitazioni agonistiche. Se supportato da una condizione fisica ottimale, il belga possiede il mancino chirurgico per infilare i proverbiali corridoi verso la rete, sfruttando le crepe di una difesa romana che nel girone di ritorno sembra aver smarrito l'impermeabilità dei mesi migliori.
© Riproduzione Riservata






