La Dea cala l'asso di coppe: l'arsenale offensivo di Palladino per scardinare il muro laziale e volare in finale
La notte del destino è finalmente alle porte e i calcoli non hanno più alcun valore. Sul prato perfetto della New Balance Arena, l'Atalanta guidata magistralmente da Raffaele Palladino si prepara ad affrontare l'incrocio più delicato dell'intera stagione: la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la temibile Lazio. Sono trascorsi esattamente quarantanove giorni dal vibrante 2-2 maturato nel catino dell'Olimpico, ma con le recenti normative sui gol in trasferta, la contesa ripartirà di fatto da un simbolico foglio bianco. Per staccare il pass per l'attesissima finalissima servirà esclusivamente vincere, sfoderando saggezza tattica e ferocia agonistica nei novanta minuti regolamentari o negli eventuali, estenuanti tempi supplementari.
IL DUELLO IN AVANTI E IL SORPASSO AZZURRO - Per sgretolare l'organizzata retroguardia capitolina, il tecnico campano sfoglia la margherita offensiva, potendo contare su un arsenale di ben otto frecce di assoluto livello. Il nodo cruciale riguarda il terminale offensivo di riferimento. Nonostante Nikola Krstovic abbia da poco festeggiato la doppia cifra in campionato toccando quota dieci sigilli, le gerarchie potrebbero premiare Gianluca Scamacca. L'ariete romano, fermo a otto reti in Serie A ma saldamente al comando nel computo totale stagionale (dodici marcature contro le undici del montenegrino), scalpita per riprendersi una maglia da titolare. L'ultima apparizione dal primo minuto risale alla maledetta trasferta tedesca contro il Bayern Monaco del 18 marzo: smaltito l'infortunio e messi nelle gambe minuti preziosi contro Juventus e Roma, il centravanti azzurro è pronto a riprendersi la scena.
IL FARO BELGA TRA LE LINEE - Ad innescare e illuminare la manovra offensiva orobica ci penserà il talento purissimo di Charles de Ketelaere. Definitivamente archiviate le scorie di una fastidiosa sindrome influenzale, il fantasista fiammingo è pronto a presidiare il centrodestra della trequarti. La sua innata eleganza nel creare superiorità numerica, puntare l'avversario diretto azzerando ogni punto di riferimento e insinuarsi magicamente tra le maglie strette della difesa, lo rende il candidato principale per far saltare il banco del sistema difensivo avversario.
IL DERBY PERSONALE E LE ROTAZIONI A SINISTRA - – come riferisce La Gazzetta dello Sport – l'ultimo slot sulla trequarti vede profilarsi un acceso ballottaggio, con Nicola Zalewski in posizione di lieve vantaggio rispetto a Giacomo Raspadori. L'ex attaccante partenopeo ha disputato sabato scorso una prova di encomiabile abnegazione tattica, sacrificandosi in un estenuante lavoro di cucitura e copertura sul binario destro in ausilio a Davide Zappacosta e Sead Kolasinac, per poi tornare a mordere nella ripresa cercando di insidiare l'estremo difensore Mile Svilar. Proprio l'enorme dispendio energetico dell'Olimpico potrebbe suggerire un suo impiego come letale arma a gara in corso. Spazio dunque alla dirompente accelerazione del polacco, per il quale questo match assume inequivocabilmente i contorni romantici di un derby personale: la sua proverbiale elettricità e i suoi repentini cambi di direzione rappresentano la chiave ideale per infastidire le letture tattiche della squadra di Maurizio Sarri.
UN PATRIMONIO IN PANCHINA - A rendere il potenziale offensivo della Dea letteralmente spaventoso è la straordinaria profondità e varietà delle opzioni a disposizione a bordocampo. In caso di necessità, la panchina offre profili dalle caratteristiche uniche e diametralmente opposte. Si passa dalla glaciale intelligenza negli inserimenti di Mario Pasalic alle traiettorie millimetriche disegnate dal mancino vellutato di Lazar Samardzic. Senza tralasciare il fondamentale recupero di Kamaldeen Sulemana, la cui straripante velocità potrebbe trasformarsi in una sentenza inappellabile qualora le maglie della partita dovessero inevitabilmente allargarsi.
La scacchiera è perfettamente apparecchiata e Bergamo trattiene il respiro: l'obiettivo è trasformare novanta minuti di pura tensione in un'altra pagina memorabile da custodire negli annali.
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