L'Atalanta cerca la finale per scacciare i fantasmi del passato
Il brivido delle notti da dentro o fuori torna a infiammare le vene di un'intera città. L'Atalanta si prepara a vivere una delle serate più vibranti e cariche di significato della sua storia recente, ospitando la Lazio in una semifinale di ritorno di Coppa Italia che vale infinitamente di più del semplice prestigio. La caccia al pass per l'atto conclusivo si intreccia indissolubilmente con la rincorsa a un passaporto continentale, trasformando la sfida di domani sera in uno snodo vitale e ineludibile per l'intera stagione nerazzurra.
LA SCORCIATOIA VERSO L'EUROPA E IL TABÙ DA SFATARE - Alzare al cielo il trofeo nazionale significherebbe spalancare automaticamente le porte della prossima Europa League, mentre un semplice approdo in finale blinderebbe quantomeno la Conference, complice l'attuale piazzamento in campionato. Un traguardo che il patron Antonio Percassi insegue con una fame vorace, per chiudere un cerchio magico e cancellare le dolorose ferite lasciate in dote dalle recenti finali perse nel 2019, 2021 e 2024. Portare a casa quella coppa, conquistata unicamente nella lontana annata 1962-63, darebbe una pennellata d'autore e un senso di compiutezza a un'annata nata sotto una cattiva stella e poi magistralmente raddrizzata. L'imperativo che circola a Zingonia è perentorio: «Dobbiamo riprenderci ciò che la sorte ci ha tolto negli ultimi anni».
LA RIVINCITA DEL MISTER E LE SCELTE SOCIETARIE - Il grande artefice di questa prepotente risalita siede ovviamente in panchina. Subentrato a novembre per rilevare un deludente Ivan Juric, il tecnico Raffaele Palladino ha ribaltato le sorti della squadra, traghettandola dai bassifondi fino alle nobili posizioni attuali, passando per l'esaltante cavalcata fino agli ottavi di Champions League. – come analizza La Gazzetta dello Sport – l'allenatore campano vive questo appuntamento come un cruciale obiettivo personale, cercando la sua prima finale in carriera dopo l'amara delusione patita lo scorso anno alla guida della Fiorentina. Il management societario ha saputo correggere la rotta con freddezza e lucidità estrema, restituendo alla piazza una formazione nuovamente e prepotentemente protagonista in primavera.
L'INFERMERIA SI SVUOTA PRIMA DELLA BATTAGLIA - Il caldissimo catino della New Balance Arena spingerà i giocatori verso l'impresa in un clima di epico sold out. Per l'occasione, la rosa recupera pezzi da novanta: Kamaldeen Sulemana è totalmente ristabilito, mentre i progressi clinici di Giorgio Scalvini e Sead Kolasinac inducono all'ottimismo. I due baluardi difensivi, seppur abbiano lavorato solo parzialmente in gruppo, viaggiano spediti verso una maglia da titolare fin dal fischio d'inizio. Destino differente per Isak Hien, ancora alle prese con percorsi individuali su prato verde e verosimilmente destinato ad accomodarsi in panchina per non correre rischi inutili.
L'ENIGMA DEL CENTRAVANTI E IL RISCATTO ROMANO - Il vero, grande rebus tattico che infiamma l'attesa riguarda però il terminale offensivo. Nikola Krstovic gode di uno stato di forma psicofisica invidiabile, sublimato dal decimo sigillo in campionato siglato sabato scorso proprio a Roma. A contendergli la maglia c'è però la fame arretrata di Gianluca Scamacca. Il centravanti ha ormai smaltito l'infortunio di marzo (che gli era costato anche la Nazionale), ha rimesso preziosa benzina nelle gambe contro la Juventus ed è rimasto a riposo totale contro i giallorossi. Una gestione scientifica delle energie che suggerisce un suo possibile impiego dal primo minuto contro i capitolini di mister Tudor, tenendo conto dell'ipotesi di una gara logorante che potrebbe trascinarsi anche ai tempi supplementari. Un'opportunità d'oro per il bomber, chiamato a sghiacciare una statistica personale avara che lo ha visto colpire i biancocelesti in una sola e lontana occasione nel 2021.
Novanta, o forse centoventi minuti, per riscrivere la storia e blindare i passaporti. La formazione lombarda è pronta a trasformare la feroce attesa in pura energia agonistica per spiccare definitivamente il volo verso la gloria eterna.
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