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Sarri dopo la beffa di Amsterdam: "Rabbia e delusione, ma senza sconforto"

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Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
Oggi alle 00:00Primo Piano
autore Redazione TuttoAtalanta.com
23.10.2026 00:00Primo Piano
Ai microfoni di Sky Sport, dopo il 2-0 subito nel finale dall'Ajax, il tecnico nerazzurro rivendica la prestazione e ammette il peso delle occasioni sprecate

Una partita giocata alla pari, a tratti persino dominata nella ripresa, e decisa negli ultimi minuti dalle reti di Arokodare e Ouazane. Al termine di Ajax-Atalanta 2-0, seconda giornata della League Phase di Conference League giocata alla Johan Cruijff ArenA sei anni dopo l'ultimo confronto con i lancieri, Maurizio Sarri ha analizzato la prima sconfitta europea della sua Atalanta ai microfoni di Sky Sport, intervistato da Massimiliano Nebuloni e con le domande dallo studio di Fabio Capello e Giancarlo Marocchi. Il tecnico nerazzurro ha difeso la prova dei suoi, ha riconosciuto gli errori sul gol del vantaggio olandese e sulle superiorità numeriche non sfruttate, e ha ricordato, per la prima volta, il peso delle assenze in difesa.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, è difficile commentare una partita così: forse, con un pizzico di convinzione in più, per il piglio e l'intraprendenza mostrati avreste potuto sbloccarla voi. Ederson parlava di un po' di furbizia mancata nel finale: è anche il suo pensiero a caldo?
«È mancato un po' di furbizia: abbiamo fatto un errore e ci è costato un gol. Però stasera ai ragazzi non si può imputare più di tanto. Hanno fatto una partita con un primo tempo a tratti anche di sofferenza e un secondo tempo in cui siamo usciti bene tantissime volte. Abbiamo avuto anche situazioni di superiorità numerica, e si può discutere sul perché abbiamo vanificato tante situazioni favorevoli, però la squadra è stata bene in campo: ha fatto ritmo, intensità, ha giocato una partita europea contro una squadra di buon livello. A cinque minuti dalla fine, l'ultima cosa che avrei pensato era di perdere, perché la situazione mi sembrava favorevole. Mi dispiace per i nostri tifosi, che erano arrivati qui in tantissimi: questo mi dispiace».

Rispetto anche alla partita di domenica avete fatto un passo avanti, però i risultati non arrivano nonostante i progressi: il morale in questo momento rischia di diventare una zavorra? Come se ne esce?
«Se ne esce con un risultato. Però dalla partita di stasera non dobbiamo uscire con lo sconforto: con un po' di rabbia, un po' di delusione, ma senza sconforto, perché abbiamo fatto una partita in crescita, una partita seria, intensa, di buoni ritmi. Ci abbiamo messo dentro qualche errore, però stasera, sinceramente, mi sembrano più gli aspetti positivi di quelli negativi».

Maurizio, io ho visto una buona Atalanta, ma non si possono sprecare per due volte situazioni di tre contro due senza tirare in porta: a livello internazionale non è accettabile. E sul gol, secondo me, Zappacosta doveva chiudere e aiutare il compagno.
«Sì, sono d'accordo con entrambe le considerazioni. Sono d'accordo sul fatto che a questi livelli vanificare delle superiorità numeriche senza arrivare al tiro sia pesante, e sono d'accordo sul fatto che non si doveva lasciare il compagno da solo contro un avversario a cui concedeva centimetri e tanti chili. Sono d'accordo su tutte e due le osservazioni».

Non c'è il rischio di doversi rassegnare, per le caratteristiche dei giocatori, al fatto di dover segnare un gol in più degli altri, perché si è destinati a prenderne, come si è visto anche contro il Milan?
«Io penso che possiamo migliorare anche nella fase difensiva. Non ho mai menzionato le assenze, però stasera ci mancano quattro difensori centrali, quindi penso che si possa migliorare anche in fase difensiva. Poi è chiaro che, per propulsione e per caratteristiche, questa è una squadra più offensiva che difensiva. Stasera, ripeto, se c'è una responsabilità, è quella di aver vanificato tante situazioni che, alla partenza dell'azione, erano molto, molto favorevoli».

Una sconfitta che brucia per come è maturata, ma che lascia a Sarri più certezze che dubbi: la squadra cresce, crea e tiene il campo anche in un contesto da grande partita. Mancano però cinismo e quella solidità difensiva che, con quattro centrali indisponibili, diventa ancora più difficile da trovare.

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