Il Fenerbahce voleva a (quasi) tutti i costi Lookman. L'Atalanta ha preferito l'Atletico
C'è stato un momento il cui il Fenerbahce pensava di avere messo le mani su Ademola Lookman. Perché i dirigenti turchi avevano avuto un colloquio dopo la partita fra Olimpia Milano e Fener (di basket) con i rappresentanti dell'inglese, arrivando a un accordo sullo stipendio: 9 milioni di euro all'anno. La Turchia ha un regime agevolato in questo momento, perché se è vero che deve versare circa il 42% in tasse e contributi, non ha la parte successiva che un dipendente deve ricevere (cioè il 23% di contributi previdenziali). Quindi potevano davvero offrire uno stipendio molto alto al nigeriano, credendo potesse quasi bastare. Invece l'Atalanta aveva chiesto 50 milioni, pagabili in unica soluzione, infattibile.
Poi c'è stata una chiamata intercorsa fra i due club nella quale si paventava un abbassamento della quota intorno ai 40 milioni di euro, bonus inclusi. A quel punto Devin Ozek, ds del Fenerbahce, ha deciso di arrivare in Italia per cercare di chiudere un accordo e riportarsi Lookman a casa. Qui entra in ballo l'Atletico, con Giacomo Raspadori che aveva fatto percorso inverso. I rapporti fra i club sono solidissimi, i crediti ci sono e quindi l'opportunità di portarsi a casa circa l'italiano più 20 milioni non è stata una mossa sballata, tutt'altro.
Lookman ha firmato un contratto da 6,5 milioni di euro più 2 di bonus (difficili) portando il possibile guadagna a 8,5 annui. Un rilancio decisivo per convincerlo, al netto di quanto non sembrasse troppo felice di vedere le telecamere nel momento della partenza da Orio.
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